Marbles. Io, Michelangelo e il disturbo bipolare di Ellen Forney

marbles - ellen forney
Memoir sulla sindrome maniaco depressiva. Per l’autrice la diagnosi è arrivata poco prima dei trent’anni, in un momento in cui si sentiva brillantissima e ipercreativa. E totalmente schizzata, d’accordo; ma non lo siamo tutti? 

In copertina una barchetta minuscola in balìa di una mareggiata simile a uno tsunami. Dentro la barchetta l’autrice, che è anche la protagonista di questa toccante storia autobiograficaMarbles. La salute mentale non è cosa scontata, e non è argomento facile. Perché ancora oggi, varcata la soglia del terzo millennio, c’è tanta ignoranza tra i non addetti ai lavori o tra i cosiddetti “sani” e altresì c’è ancora tanta ricerca in corso nelle varie branche mediche che se ne occupano. 

marblesEllen Forney è bipolare, ma lo scopre col tempo, perché il bipolarismo è un disturbo difficile da diagnosticare. È un disturbo, sì, una malattia tra le più gravi in psichiatria insieme alla schizofrenia e poche altre per fortuna. Ma se parliamo di schizofrenia, l’associazione più comune che viene da fare alle persone è quella legata al cinema americano degli anni ’50 quando lo schizofrenico veniva rappresentato come portatore di più personalità. Non è così. Ma non è questo il focus di questo articolo, il focus è che nemmeno il bipolare è un rappresentante di varie personalità in un unico individuo. Non starò a fare un saggio di medicina, che non è il mio campo, vi sarà sufficiente leggere Marbles, la cui autrice, disegnatrice e protagonista si mette a nudo con tecniche miste assolutamente pertinenti ai vari gradi di confusione emotiva che la attraversano e la rappresentano nelle varie fasi della sua ricerca e del suo cammino terapeutico. Si passa infatti dai classici riquadri del fumetto a immagini fortemente destrutturate, dalla china all’autoritratto a penna o a matita, dalle vignette ordinate a un’esplosione di elementi sparpagliati sul foglio a seconda del messaggio che l’autrice sta trasmettendo in quel momento. Come nelle migliori produzioni di graphic novel la storia è affidata moltissimo alla forza espressiva dell’immagine in molte variabili differenti coese in un unicum corposo e preciso, tagliente e commovente come solo certe autobiografie di pancia ci sanno trasmettere. 

Anche Marbles, come La storia delle mie tette di Jennifer Hayden, è edito da BD per la collana Psycho Pop, una collana molto interessante di cui certamente sentiremo ancora parlare. 

Laura Massera 

Foto in alto: Ellen Forney

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