Senza rossetto: tante artiste toscane per una serata di impegno civile

Senza rossetto, Mandela Forum, Firenze, l'altro femminile
Successo straordinario al Mandela Forum di Firenze per l’evento che ha ricordato gli ottanta anni del primo voto delle donne.

Straordinario successo per Senza rossetto l’evento organizzato dal Consiglio Regionale della Toscana al Mandela Forum di Firenze lo scorso 24 settembre. L’ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria è andato più volte sold out. Il nome scelto per l’evento vuole ricordare come quel 2 giugno del 1946 alle donne fosse stato suggerito di non mettere il rossetto. Dovendo umettare la scheda elettorale per chiuderla, avrebbero potuto macchiarla e rendendola riconoscibile sarebbe stata nulla. Pur di esercitare il loro diritto le donne rinunciarono a metterlo e andarono al seggio tenendo la scheda come fosse qualcosa di sacro.

È stato importante ricordarlo oggi che siamo in una fase politica in cui va a votare meno del 50% delle persone. Dalle parole della presidente del Consiglio regionale della Toscana, Stefania Saccardi, «Vedere il Mandela Forum accogliere migliaia di persone per questa ricorrenza è un segnale di grande speranza. Questa serata non è stata soltanto una festa per ricordare da dove veniamo, ma un invito forte a esserci, a partecipare e a difendere ogni giorno il valore della nostra democrazia, della libertà di scegliere, del coraggio di cambiare, affinché i diritti conquistati a caro prezzo ottanta anni fa continuino a essere pilastro del nostro futuro».

Le artiste che si sono avvicendate sul palco hanno contribuito a ricostruire memoria. Concita De Gregorio ha ricordato che «Ci vuole molto tempo a costruire qualcosa, ma pochissimo a distruggerlo». Lo ha fatto raccontando le donne della sua famiglia, venute prima di lei. Da quella che si è sposata a quindici anni con un uomo che poteva essere suo padre ma “aveva i mezzi “, a quella che ha fatto dodici figli e non è mai uscita di casa. Infine sua madre, la prima di una generazione che è scesa in piazza per i propri diritti.

Gaia Nanni con interpretazione spettacolare ha portato sul palco il personaggio della signora Luisa, la sua anziana vicina di casa (che era anche fra il pubblico) che fa come gli pare e a votare ci va sempre e comunque. Katia Beni con la sua ironia travolgente ha ricordato, tra le tante battaglie delle donne, quella contro i peli che, negli anni passati, dovevano essere assolutamente tolti con dolorosissime cerette, che oggi va di moda mostrare in tutta la loro lunghezza salvo che con la menopausa questi maledetti non abbiano deciso di spostarsi sotto il mento, insomma mai una gioia! Una battaglia persa ma combattuta con irresistibile ironia.

La consigliera regionale Serena Spinelli ricorda come «Quel voto portò le donne alle urne, ma soprattutto le portò dentro la nostra Costituzione, dove le ventuno madri costituenti hanno tracciato un filo rosso che va dall’uguaglianza al diritto all’istruzione, dal ripudio della guerra alla parità nel lavoro. Quelle donne avevano conosciuto il patriarcato, prima e durante il fascismo, e sapevano di dover costruire una società libera e giusta. È un’eredità che ci parla ancora oggi».

Ciliegina sulla torta a conclusione della serata è stata Drusilla Foer, iconica sarcastica e mai senza rossetto. Ha sfatato il mito patriarcale di una Penelope che per vent’anni ha assecondato un Ulisse girovago tessendo e smontando quel benedetto cencetto. Senza rossetto è stata una serata di impegno civile all’insegna dell’ironia. Condotta dalla poliedrica Serena Rossi  ha confermato che C’è ancora domani. Le persone ancora credono in una politica se si mostra presente, capace di ascoltare e di impegnarsi a proporre risposte e contenuti di qualità senza limitarsi a cavalcare il malcontento. Una piccola nota di colore in merito al numeroso pubblico presente che, incredibile ma vero, era rappresentato anche da tanti uomini contrariamente a quello che talvolta succede negli eventi “al femminile”. Ho invece notato una scarsa partecipazione delle generazioni più giovani. Sapete dirmi perché?

Lo spettacolo può essere visto cliccando QUI.

Paola Giannò

Foto in alto: Senza rossetto – Mandela Forum, Firenze

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