Oggi vi presentiamo Dormire a finestra aperta, racconto di Larissa Vannucci. La bellezza dell’estate, da godersela in ogni istante.
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DORMIRE A FINESTRA APERTA di Larissa Vannucci
Quando arriva l’estate il corpo ha bisogno di stare all’aria aperta. Ha bisogno di respirare, di liberarsi dei vestiti e di mettere la carne al sole. Certo, non per tutti è uguale, c’è chi il sole lo soffre. Però per tutti gli altri è fantastico poter denudare la pelle e sentire la carezza dell’aria, il calore del sole.
Le estati però stanno diventando sempre più torride e l’afa è spesso padrona indiscussa della scena. S’impone con arroganza e menefreghismo e soffoca città e campagne. Al mare si sta un po’ meglio, ma solo un po’.
Così era anche per Marina. Lei amava l’estate da sempre e anche adesso che era in menopausa, avendo avuto la fortuna di non subire nessuno dei sintomi classici come le vampate, se la godeva con gioia. Abitava vicino al mare. Vicino ma non abbastanza da poterlo vedere da casa. Però le bastava prendere la bicicletta e in dieci minuti era sulla spiaggia. Faceva lunghe passeggiate all’alba, poi andava a fare colazione e tornava sulla spiaggia per prendere due o tre ore di sole buono. Si rilassava e la mente si espandeva sotto il sole. Immaginava e sorrideva. La sera, dopo una cena leggera, si godeva la brezza allungando le gambe in terrazza, bevendo i colori del tramonto.
Naturalmente dormiva a finestra aperta. Il canto delle cicale, verso le 22,00, finalmente si acquietava e iniziava quello dei motorini che facevano un fracasso esasperante con buona pace del mestiere antico delle loro mamme. Dopo era la volta delle zanzare che ronzavano intorno alle orecchie bisbigliando come comari pettegole impedendole di prendere sonno. In contemporanea iniziava a cantare la civetta, abitante abusiva dell’albero davanti alla finestra. Successivamente arrivava il camion dell’immondizia a svuotare i cassonetti, ma intanto si era fatta l’alba e le cicale ricominciavano a cantare, mentre il vicino di casa, immancabilmente, tagliava l’erba, segava qualche ramo o soffiava via le foglie dal vialetto.
Marina continuava a trovare bellissima l’estate, ad amarla, anche se passava la notte a catalogare i rumori, a stilarne la lista e la sequenza. Le piaceva il caldo per la pigrizia che le procurava, per la languida mollezza che la stordiva. Le piaceva per l’indolenza, la lentezza, la leggerezza dei pensieri che restavano troncati a metà, senza interruttori capaci di riaccenderli. Dormire a finestra aperta era certamente una necessità e pure un grande piacere, sebbene, a causa dei rumori molesti, fosse anche un autentico tormento.
Larissa Vannucci
Foto in alto: elaborazione grafica di Erna Corsi
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Larissa Vannucci nata e vissuta sempre a Pistoia. Fino al 2017 titolare del negozio Clinica del rasoio nel centro cittadino. Insegnante di balli caraibici fino al 2019. Ha pubblicato Aurora allo specchio (2021), Rami e radici (2022), Briciole di pane (2023), Un’altra alba (2024) e Per tutto il tempo (2025) con Youcanprint.
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