Accogliamo con entusiasmo la fine della vergogna pop. Prendere sul serio il frivolo è un atto politico sovversivo.
Basta nascondersi dietro a un velo di finto intellettualismo. Carolina Capria, Mariella Martucci e Silvia Grasso hanno finalmente parlato chiaro. Durante le loro live mensili, hanno proclamato il Manifesto della Dollhouse. Si tratta di un atto sovversivo che mette fine all’epoca della vergogna pop. Noi de L’Altro Femminile aderiamo con un entusiasmo glitterato. Era davvero ora!
Addio ai sensi di colpa culturali
Per anni abbiamo finto di amare solo le poesie di Charles Baudelaire fissando il mare in tempesta. Abbiamo mentito dicendo che i film romantici servivano solo a «spegnere il cervello». Invece, il manifesto rivendica il diritto di analizzare Mean Girls come fosse filosofia politica. Essere ragazze è bello anche quando tutto sembra una sitcom scritta male. La misoginia interiorizzata si combatte smettendo di vergognarsi di ciò che ci ha fatto compagnia mentre crescevamo.
Il rosa è politico
Accogliamo questa casa delle bambole dove ogni stanza ha un parato diverso. Qui le colonne sonore che fanno piangere in autobus hanno lo stesso valore dei saggi storici. Il nostro progetto editoriale sposa questa visione di libertà totale. Vogliamo illuminare le donne che sfidano i preconcetti di genere. Rivendichiamo con orgoglio il diritto al melodramma e ai triangoli amorosi inutilmente complicati. In conclusione, la verità è semplice e rivoluzionaria: non esiste alcun «guilty pleasure», ma solo la nostra storia.
Cinzia Inguanta
Foto in alto: Carolina Capria, Mariella Martucci e Silvia Grasso
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