«Qualunque cosa vi blocchi, spegnete la luce e fatela. Intendo tutte ma tutte.» Lucia Landini scrive di una donna che non si ferma.
Lo ammetto, le storie al femminile sono le mie preferite. Per quel loro modo di parlare della vita abbracciando mille sfaccettature. Spesso non senza inevitabili tormenti interiori. Ed è proprio questo il bello!
In Ci penserò domani (In Breve 2025) Lucia Landini racconta le vicissitudini di una donna che non sta ferma ad aspettare che le cose accadano, ma che si affanna alla ricerca di stimoli sempre nuovi.
La protagonista si chiama Anna ed è un’insegnante di inglese che lavora tra scuole e aziende nella provincia di Varese.
Divide l’affitto e il poco spazio della casa gialla con la facciata rotonda (che già quella mette allegria) con Giulia: la spagnola che, per rilassarsi, cucina paella e prepara sangria con musica a tutto volume.
Anna è single (non per scelta) e nel continuare a sognare a occhi aperti ignora volutamente alcuni dettagli. Sì, perché lei si lascia guidare per prima da quell’istinto che tutto muove: il desiderio di essere amata.
Occasioni, scelte, imprevisti e sbagli fanno parte del percorso purché lo si viva al meglio delle nostre possibilità o semplicemente così come viene. Magari in ambienti più grandi come la città a dispetto della periferia.
Di lei non conosciamo l’età, ma è probabile che sia una scelta dell’autrice. Dopotutto l’età è solo un numero che non deve intralciare alcun tipo di rapporto né influenzare il giudizio sul personaggio.
Anna è caratterizzata molto bene dalle sole gesta e i mille pensieri che affollano la sua mente. Lati di sé che emergono dall’interazione con i personaggi che le ruotano attorno.
È questo che rende interessante il racconto: l’apertura e il confronto con altre realtà. Momenti che il lettore può vedere come fossero fotogrammi e goderne gli scambi di battute a tratti esilaranti.
Anche l’immagine estetica di Anna appare sfuocata. Nascosta tra pagine e parole che quasi non ci fai caso e che mi accorgo non essere necessaria per provare empatia.
Ci penserò domani è un racconto contemporaneo intelligente, autoironico e sempre immerso in quel “presente” che scorre e corre assieme alla protagonista con tre desideri da realizzare: «un fidanzato nuovo, un lavoro nuovo, una casa nuova».
Il mio consiglio? Immergetevi nel mondo di Anna perché è simpatica, un po’ paranoica, ma soprattutto coraggiosa.
E per tutto il resto… ci penseremo domani.
Cinzia D’Onza
Foto in alto: Lucia landini
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Lucia Landini: «Ho iniziato la mia carriera come insegnante, e poi mi sono affezionata al lavoro in ufficio. Mi piace ascoltare e condividere storie, e scrivere di donne e di relazioni. Ho pubblicato il mio primo libro, Ci penserò domani (In breve edizioni 2025). Lavoro a Milano e vivo sul lago Maggiore.»
Cinzia D’Onza, classe 1971.
Un diploma in Ragioneria e la passione per la scrittura: il mio modo di parlare prendendomi il tempo di giocare con parole ed emozioni.
Nel quotidiano vivo di normalità, ma sogno il coraggio dei folli.
Le storie sopra le righe sono le mie preferite. Una pausa da tre è il primo racconto pubblicato (Amazon 2023).
In Lessico dell’Impero (Giraldi 2025) sono coautrice di altri racconti.

