Alla terza serie televisiva prodotta da Netflix Zerocalcare conferma un successo che pochi avrebbero potuto prevedere.
Due spicci è la terza miniserie animata creata e diretta da Zerocalcare (pseudonimo di Michele Rech) per Netflix. È stata rilasciata sulla piattaforma streaming nel 2026. Come nelle precedenti serie Strappare lungo i bordi nel 2021 e Questo mondo non mi renderà cattivo nel 2023, il protagonista della storia è l’autore in versione fumetto. Durante la visione degli otto episodi appare sempre più evidente che la sua è una voce narrante e che i veri protagonisti della storia sono altri.
Zerocalcare e Cinghiale, amici di lunga data, diventano soci nella gestione di un locale del loro quartiere investendo una parte dei “due spicci” che Zero ha guadagnato lavorando con Netflix. Alcuni problemi personali dell’amico sono la causa di una serie di eventi che li costringerà ad affrontare situazioni difficili con personaggi poco raccomandabili.
Le protagoniste di Due Spicci
Cristine è la moglie di Cinghiale. L’avanzare della storia racconta il loro incontro, il matrimonio e il sentimento di reciproca stima e fiducia che li lega. Da figura di sfondo si rivela essere indispensabile per la soluzione del problema.
Sara è amica di Zerocalcare fin dai banchi di scuola. Lui ha sempre la massima fiducia nelle sue parole e nella sua saggezza. Forse anche troppa per accorgersi che qualcosa non va. Sara convive con la fidanzata ma la relazione si fa ogni giorno più asfissiante. Litigi e limitazioni imposte raccontano una realtà ben distante dall’idillio iniziale.
Smeralda è una vecchia fiamma di Zerocalcare che apparentemente non ha mai ricambiato il suo sentimento. Intrappolata da anni in una relazione violenta decide di andarsene e chiede all’amico di poter dormire da lui alcuni giorni mentre cerca un altro posto dove stare. Sebbene sia una persona forte e decisa, anni di soprusi l’hanno segnata. Comprendere la sua situazione attraverso i piccoli gesti quotidiani chiarisce a Zero quanto sia profonda la difficoltà che vive una persona vittima di violenza domestica.
La mamma di Zerocalcare, rappresentata come una chioccia, è sempre presente nei suoi racconti televisivi. Questa volta però le viene affidata la frase che è stata eletta come più iconica di Due spicci. Durante un dialogo madre/figlio lei gli dice semplicemente che le basterebbe vederlo felice. Quante volte abbiamo sentito questa frase senza renderci conto di cosa comporta? L’autore si chiede chi può dirsi davvero felice e come potrebbe mai realizzare il desiderio della madre.
Ci piace perché
La trama riassunta in breve sembra lasciare davvero poco spazio ai personaggi femminili. E invece Zerocalcare ci stupisce anche questa volta. Perché in realtà Due spicci parla di rapporti umani e le donne ne sono protagoniste. Sono diversi i punti di vista delle protagoniste ma spesso convergono grazie alla capacità di confrontarsi in modo sincero. La parlata romana lascia ampio spazio all’espressione di ognunə, facendo di Due spicci una serie che si potrebbe riguardare all’infinito.
Erna Corsi
Foto in alto: Due spicci – da wired.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Se ti è piaciuto questo articolo potrebbe interessarti anche:
Una serie tv e la sua protagonista: WandaVision e Scarlet Witch, mondo Marvel

