Benvenuti a Westview, allegra cittadina del New Jersey dove nulla è come appare e tutto è molto di più di quello che sembra.
WandaVision è la prima serie televisiva ambientata nel Marvel Cinematic Universe (MCU) prodotta dai Marvel Studios. Suddivisa in nove puntate è stata ideata da Jac Schaeffer per Disney+ ed è stata rilasciata nel 2021. La storia si svolge dopo gli eventi del film Avengers: Endgame del 2019, dando continuità alla saga. Elizabeth Olsen e Paul Bettany interpretano rispettivamente Wanda Maximoff e Visione come nei film precedenti.
Una vita tranquilla in una cittadina di periferia è quanto di più diverso ci si possa aspettare dalla storia di due Avengers ma la serie inizia proprio così. Non solo: lo spettatore si ritrova catapultato in una sit-com in bianco e nero ambientata negli anni cinquanta, con tanto di risate di sottofondo. Uno dei grandi meriti delle produzioni Marvel, a mio avviso, è quello di mostrare sempre la persona che sta dietro all’eroe, con le sue fragilità e incertezze. Questo rende loro più reali e toglie noi dall’impiccio di doverci sentire inadeguati nel confronto.
La protagonista
Wanda vive con il marito Visione in una perfetta casa cinquanta. I due fanno tutto il possibile per ambientarsi e farsi conoscere e apprezzare dagli abitanti di Westview, New Jersey, dove si sono appena trasferiti. Tutto è tranquillo e nella norma a casa WandaVision, anche se lei cucina e rassetta usando la telecinesi, ma lo fa sempre al riparo dallo sguardo dei vicini.
Le cose si complicano con il procedere della serie. Ad ogni episodio avviene una vera mutazione che attraversa i decenni e omaggia stili televisivi differenti; ben presto dal bianco e nero si passa al colore. La mutazione non avviene solo negli arredi e negli abiti. Anche Wanda inizia a cambiare, come se stesse perdendo il controllo, poco alla volta. Piccoli avvenimenti fuori contesto preannunciano cambiamenti funesti. Visione intuisce che qualcosa non va ma non riesce a convincere la moglie a confidarsi con lui. Quello che deve ancora scoprire è che quello che sta vivendo è solo un’illusione.
Wanda è una donna giovane che ha già sofferto per troppi lutti. Ha perso i genitori durante un bombardamento in Socovia, la sua terra d’origine; ha perso il fratello durante una battaglia con gli Avengers ed infine ha perso l’uomo che amava. Qualcosa si è spezzato in lei, e ha cercato rifugio nell’unico luogo che le avrebbe permesso di sopravvivere.
Ci piace perché
Chiunque si sia avvicinato al mondo Marvel sa che i personaggi sono sempre collegati fra loro. Le storie si sviluppano attraverso più pellicole e si intrecciano creando un universo parallelo al nostro, completo e autosufficiente. All’evoluzione del personaggio di Wanda Maximoff è stata dedicata un’intera serie, ed è stata la prima volta. Evidentemente un approfondimento era necessario per raccontare quel suo cambiamento così forte e definitivo. Il dolore delle donne è sempre stato sminuito, relegato a capriccio o addirittura imputato a malattie immaginarie come l’isteria; in passato è stato anche causa di soprusi, come la reclusione in manicomio. Dare voce al dolore profondo di questa donna, senza giudizi, è un passo importante per la Marvel e per i suoi spettatori.
Nell’ultimo episodio di WandaVision lo scontro finale di Wanda con la sua antagonista, la strega Agatha Harkness interpretata da Kathryn Hahn, è un’epifania attraverso la quale lei si specchia realmente per la prima volta. Wanda Maximoff, personaggio complesso e irrisolto, diventa Scarlet Wicth, la strega più potente del mondo perché acquista consapevolezza.
Un viaggio che vale una vita intera, la ricerca di se stessa e l’accettazione di un dolore che non si può combattere. Il tutto in stile Marvel.
Erna Corsi
Foto in alto: Wanda, crc.blog.fordham.edu

