Storie Effimere: la casa editrice che diventa casa per le autrici dimenticate

Storie Effimere casa editrice indipendente
In occasione di Pistoia Capitale Italiana del Libro, l’incontro con  due giovani editori che rendono vita alle storie “caduche”.

Qualche tempo fa mi sono trovata di fronte a una realtà che mi ha affascinata non poco. Nell’ambito di Pistoia Capitale Italiana del Libro 2026, presso la libreria indipendente Il Giardino delle Parole, ho avuto il piacere di conoscere e scambiare due Parole con la P maiuscola, appunto, con l’editrice Silvia Amalia di Cocco. Mi ha aperto un mondo. Ho avuto davvero la sensazione di trovarmi di fronte a chi veramente fa ricerca letteraria.

Lei ed Enrico Pranovi hanno dato vita a una microrealtà editoriale fuori dal comune. Una casa editrice indipendente che scova scrittrici dimenticate (anche scrittori, ma spazio alle donne, vi prego, che dobbiamo recuperare secoli e secoli di “trascuratezza”, passatemi l’eufemismo), e le trova nei libri fuori catalogo e/o mai tradotti. Libri a cui viene data la possibilità di raggiungere nuove lettrici e lettori, recuperando in tal modo ciò che sarebbe andato perduto per sempre. Per Storie Effimere il fulcro del fare cultura letteraria diventa l’atto della Scoperta. E Scoperta lo è stata anche per me.

Infatti Silvia mi ha parlato di Charlotte Dacre, portandomi nel tardo 1700. Scrittrice inglese, è stata una delle esponenti più originali del romanzo gotico, nota anche con lo pseudonimo Rosa Matilda, che ha dato vita a opere come Zofloya, che la rese celebre.Kuno Storie Effimere Edizioni

Mi ha parlato di Renate Rasp, morta nel recente 2015, scrittrice e poetessa tedesca, spesso associata al cosiddetto Gruppo 47. Storie Effimere ha ripubblicato il suo romanzo d’esordio, Kuno. È una storia grottesca e disturbante che narra di un padre che tenta di trasformare il figlio in un albero. Una feroce satira sull’educazione autoritaria e sul conformismo della società tedesca del dopoguerra.

Mi ha parlato anche della meno dimenticata, ma forse sempre poco conosciuta qui in Italia, Han Suyin, scrittrice e medica cinese, morta nel 2012, e del suo Amore d’inverno, che ha dato voce a uno dei tentativi più importanti per la comprensione della Cina moderna in Occidente.

Silvia ed Enrico si occupano di ogni aspetto della filiera editoriale di questi e di molti altri gioielli finora nascosti ai più. Partono dalla ricerca d’archivio, affrontano la traduzione (in particolare dall’inglese e dal tedesco; se ne occupa direttamente Silvia), e approdano alla cura grafica dei volumi che, davvero, appaiono come veri e propri oggetti preziosi.

Elena Marrassini

Foto in alto: da storieffimere.it

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