Tess McGill: eroina moderna, esempio di determinazione e fiducia in sé

Tess McGill
Quando il sogno è più grande delle porte chiuse in faccia non resta che puntare i piedi e bussare più forte, anche a costo di buttarle giù.

Qualche giorno fa stavo preparando il pranzo con la tv accesa a farmi compagnia. Facendo zapping mi sono fermata su un canale folgorata dal primo fotogramma che hanno colto i miei occhi: Melanie Griffith a casa della sua capa nell’attimo esatto in cui scopre che le ha rubato un’idea. Sto parlando del film Una donna in carriera e l’eroina di cui voglio scrivere è la sola e unica Tess McGill.

Il film, uscito nel 1988, è stato uno dei primi inni alla possibilità di carriera lavorativa per le donne. Tess è una ragazza in gamba ma relegata dal proprio genere a essere solo una segretaria. Intraprendente e brillante, cerca in ogni modo di farsi spazio nel mondo degli affari dove primeggia una forte dose di testosterone. Dopo l’ennesima disavventura, viene assunta in una nuova azienda e qui incontra il suo nuovo capo, che si rivela essere una lei: Katharine Parker (Sigourney Weaver). Tess la prende a esempio, dopotutto è una donna e ce l’ha fatta. In un mondo prettamente maschile siede ai tavoli di chi conta. Purtroppo, però, commette la leggerezza di parlarle di una sua idea d’affari che Katherine, subito, boccia per infattibilità. Tess le crede perché la stima, la rispetta, dopotutto ha esperienza, ma non immagina che il tradimento sia dietro l’angolo.

Dopo la scoperta le crolla il mondo addosso, ma non si perde d’animo. Decide di concludere lei l’affare che ha ideato, coinvolgendo anche l’affascinante Jack (Harrison Ford). Si fa spazio in un mondo che non lascia brecce per entrare. Sgomita armata di intuito e capacità professionali, penetra a colpi di credibilità, e sfodera una delle battute più belle dell’intero firmamento delle eroine cinematografiche: «ho un cervello per gli affari e un corpo per il peccato.» Ecco che, da questa frase, nasce la donna in carriera. Basta madre e massaia, largo alla professionista che si afferma. Corpo e mente, femminilità tradizionale e competenze lavorative.

Noi de L’Altro Femminile sosteniamo a gran voce la parità di genere sotto ogni aspetto, compreso quello lavorativo. Abbiamo parlato tante volte di indipendenza economica e sosteniamo l’imprenditoria femminile. Sebbene siano passati trentotto anni da quel film, non c’è ancora parità sia di trattamento che di credibilità. Ecco perché Tess McGill è un’eroina ancora oggi, perché rappresenta la donna che ce l’ha fatta. Ci ricordiamo tuttə il finale, l’incredulità di Tess, la gioia dell’amica Cyn (Joan Cusack). «Tess ce l‘ha fatta! Tess ha sfondato» grida alle colleghe, perché la gioia di una diventi quella di tutte.

È una donna che non si è fermata davanti a porte chiuse o a squali del settore (perché Katharine non è una donna contro una donna, è una donna viziata e snob in un mondo di uomini e abituata a prendersi quello che vuole). È una donna che sogna un futuro diverso per sé e per tutte quelle come lei. Che lascia scorrere il fiume galleggiandoci sopra, brillando al sole, oltre la nebbia. Esattamente come nella canzone.

Let the river run

Let all the dreamers wake the nation

Come, the New Jerusalem…

Serena Pisaneschi

Foto in alto: Una scena del film da 812filmreviews.substack.com

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