In questo libro Paola Barbato esplora un mondo fatto di uomini, dove le donne sono solo comparse ignare o povere vittime.
Mani nude è un romanzo edito nel 2024 da Mondadori e viene spesso definito un thriller carico di suspense. L’autrice Paola Barbato ha saputo creare un’atmosfera asfissiante e insieme terrificante per poi farvi esplodere il peggio dell’essere umano. Ne esiste anche una versione a fumetti, edita da Sergio Bonelli Editore nel 2017.
Davide ha solo sedici anni quando alcuni uomini lo rapiscono. Lo prelevano durante una serata con gli amici e lo gettano nel cassone buio di un camion. Non sa dove si trova, non sa perché lo hanno preso, ma scoprirà ben presto che lottare a mani nude è l’unico modo che ha per rimanere in vita. Il suo corpo sopravvive mentre la sua anima muore e il suo cuore di ragazzo cerca un appiglio per non affogare nell’oblio. Quella in cui viene costretto a vivere è una piccola comunità di uomini, collegata ad altre realtà simili, tutte governate da una struttura gerarchica ferrea, completamente maschile. Paola Barbato immagina per noi un sistema a senso unico, dove gli istinti peggiori di certi uomini hanno il controllo e si autoalimentano fino alla follia. Le uniche donne che partecipano alla scena sono vittime del sistema malato, comparse usa e getta, carne da macello.
Mani nude è una sequenza di eventi sempre più aberranti che portano il lettore a familiarizzare con un mondo assurdamente atroce, fino a comprendere e quasi accettare come inevitabili le azioni del protagonista. Una lenta discesa verso un inferno personale che diventa pubblico, un sistematico condizionamento mentale che mira a sradicare ogni precedente convenzione sociale. Tutte le azioni sembrano susseguirsi senza possibilità di scelta, ma si tratta di un’illusione che mira ad appagare gli istinti più bassi e primordiali. Un racconto che non ammette respiro, sempre spinto alla velocità massima, con un finale mozzafiato che costringe il lettore a guardarsi indietro, senza più certezze.
Erna Corsi
In alto: Paola Barbato in una foto, dal profilo Facebook dell’artista, scattata da Maria Grazia, la bibliotecaria di Motta Visconti.
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