Soojin non riesce a superare la perdita della sorella. Distrutta, ricorre impulsivamente a un dono delle donne della sua famiglia.
Nel novembre del 2025 esce per Mondadori E il fiume la prese con sé, romanzo di Jihyun Yun, poeta e scrittrice statunitense di origini coreane. Annoverato nel genere Young Adult, la storia racconta la vita di Soojin, giovane adolescente che, nel giro di pochi anni, ha subito due terribili lutti. A dieci anni ha perso la madre e, da poco meno di un anno, l’amatissima sorella Mirae.
Soojin vive un’esistenza isolata. Non ha amici e non riesce a comunicare con il padre, anche lui travolto dalla perdita degli affetti. La mancanza della sorella è ogni giorno più devastante, tanto che una notte Soojin decide di sfruttare il potere che posseggono tutte le donne della famiglia Han: resuscitare i morti.
Dono usato fino ad allora per riportare in vita solo piccole bestiole, è l’unica possibilità di speranza che ha la ragazza per uscire dalla spirale di dolore in cui è intrappolata. L’atto egoistico di scomodare il mondo degli spiriti, però, non ha tenuto conto delle conseguenze che si abbatteranno sulla propria famiglia.
E il fiume la prese con sé non è solo il racconto del dolore del lutto e della solitudine, è anche una finestra per guardare oltre se stessə. Soojin non riesce a vedere altro che la propria sofferenza che, per quanto legittima, offusca buonsenso ed evidenze. Ha passato l’infanzia avvolta nelle cure amorevoli di Mirae senza mai chiedersi quanto questo fosse costato a sua sorella. Il legame profondissimo tra loro se lo è sempre narrato secondo la propria percezione, non cogliendo mai il peso sulle spalle di Mirae.
Questo romanzo ci insegna a non dare per scontato nessun gesto di accudimento e protezione, nemmeno se viene da un familiare, e a capire che le cose, quasi sempre, vanno come devono andare.
Serena Pisaneschi
Foto in alto: Jihyun Yun
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