È uscito a sorpresa un EP degli U2, che contiene sei brani importanti, caratterizzati dall’urgenza di farsi ascoltare.
Da tempo Bono e soci hanno raggiunto una condizione di superstar, fatta di tour planetari, premi alla carriera, pubblicazione di musica nuova che, nella migliore delle ipotesi, è quanto meno autoreferenziale. Sembravano lontani i tempi di Sunday Bloody Sunday e delle canzoni politiche, capaci di fotografare il presente degli anni ’80 con una capacità evocativa fuori dal comune. Invece, inaspettatamente, qualche giorno fa sulle piattaforme è comparso un album breve di sei tracce, Days of Ash, il primo con canzoni inedite a distanza di quasi dieci anni.
Hard Times
Come Bruce Springsteen e la sua Streets of Minneapolis, che ha denunciato le morti di Renée Good e di Alex Pretti causate dalla violenza dell’ICE di Donald Trump, così anche gli U2 hanno sentito la necessità di descrivere la realtà cupa che caratterizza questi tempi incerti. Days of Ash comprende cinque nuove canzoni e una poesia: American Obituary, The Tears Of Things, Song Of The Future, Wildpeace, One Life At A Time e Yours Eternally, quest’ultima in collaborazione con Ed Sheeran e Taras Topolia. Se musicalmente la proposta si allinea al suono tipico della band irlandese, sono più interessanti i testi scritti da Bono come cartoline commemorative di personaggi coraggiosi che combattono per la libertà.
American Obituary
Si parte con lo scioccante racconto dell’assassinio di Renée Nicole Macklin Good, uccisa lo scorso gennaio dalla polizia federale USA durante una protesta pacifica a Minneapolis. Era stata accusata di aver perseguitato e molestato gli agenti dell’ICE bloccando una strada per diversi minuti. Good è poi stata colpita da quattro colpi, tre dei quali al petto, al braccio e alla testa. Nella canzone, la band sostiene che in particolare le operazioni violente dell’ICE avrebbero preso di mira scuole, chiese e strade frequentate da bambini.
«Renee Good born to die free
American mother of three
Seventh day January
A bullet for еach child, you see»
Bono ha scritto American Obituary per denunciare la perdita di dignità degli Stati Uniti, il cui governo giustifica l’uccisione di civili inermi per eliminare il dissenso, costi quel che costi.
Song of the Future
Song of the Future racconta la storia della sedicenne Sarina Esmailzadeh, una delle migliaia di studentesse iraniane che nel 2022 sono scese in piazza nell’ambito del movimento Woman, Life, Freedom. A causa di questa protesta pacifica Sarina è stata picchiata a morte dalle forze di sicurezza iraniane, mentre il regime ne dichiarava il suicidio. Il brano esalta lo spirito indomito della ragazza, capace di rinunciare alla sua vita in nome del futuro e dei diritti delle donne del suo Paese. Dunque una canzone come un atto politico, un gesto di memoria attraverso la musica. Questo per non dimenticare chi lottava per la democrazia senza servirsi di missili e bombe, visti i drammatici fatti recenti in Iran. Le atmosfere ricordano peraltro uno dei periodi più ispirati della band irlandese, quello di Achtung Baby, pieno di energia, riff di chitarre ed elettronica.
One Life AT A Time
Questo pezzo è invece dedicato a Awdah Hathaleen, attivista e insegnante palestinese, ucciso da un colono israeliano in Cisgiordania la scorsa estate. Era stato consulente del pluripremiato film No Other Land, uno sguardo sulla quotidianità di chi lotta con mezzi non violenti per difendere la propria terra. Afferma con forza un messaggio di giustizia e convivenza pacifica tra due popoli. Basel Adra, uno dei registi, ha parlato di come i palestinesi vengano cancellati una vita alla volta. Bono ha ripreso quella frase suggerendo che una soluzione pacifica sarà raggiunta solo una vita alla volta.
«One father shot
three children crying
if there is no law
is there no crime
if there is no hope
what’s there to rhyme
history is written
one life at a time.»
Yours Eternally
Questa canzone vede la collaborazione degli U2 con Ed Sheeran, golden boy del pop britannico e di Taras Topolia, musicista combattente sul fronte ucraino. Si tratta di una lettera scritta da un soldato che difende la sua nazione sognando la pace. Inoltre il brano è rappresentato anche attraverso un breve documentario del regista Ilya Mikhaylus, girato nel dicembre 2025, al seguito del Corpo d’Armata Khartiya formato da 40.000 uomini che combatte in prima linea contro i Russi.
Il ritorno di Propaganda
Non si tratta di un album pubblicato per scopi commerciali. Days of Ash, infatti è il proseguimento ideale dell’impegno politico che aveva caratterizzato il successo dei primi lavori degli irlandesi. Lo testimonia anche il ritorno di Propaganda, la storica fanzine degli U2, ora rivista in chiave digitale. Negli anni’80 Propaganda nasceva come spazio di incontro tra i fans e come luogo di aggregazione e di contro cultura. Ora questa pubblicazione speciale di 52 pagine che accompagna l’EP, include interviste esclusive, i testi delle canzoni, note a margine dei quattro membri della band e un’intervista a Bono.
Nonostante questo disco sia decisamente lontano dai fasti del passato, è importante notare quanto questi brani siano testimonianza tangibile di chi sceglie di non voltare le spalle. Il ricavato sarà devoluto ad Amnesty International e ad altre organizzazioni che si occupano di rifugiati. La musica, si sa, non cambia il mondo, ma può certamente cambiare chi la ascolta.
U2 Playlist
American Obituary
Song of the Future
Yours Eternally
Elena Castagnoli
Foto in alto: da Wikimedia Commons
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