Agata Goodbye: il romanzo di Sofia Bianchini sull’amicizia e la crescita oggi

Sofia Bianchini
Caterina insegue l’amica Agata a Londra. Tra tradimenti e speranze scoprirà se stessa in questo romanzo che rompe ogni stereotipo.

Cosa succede quando la persona per cui hai cambiato vita svanisce nel nulla? Caterina, la protagonista di Agata Goodbye, affronta proprio questo vuoto. Dopo il liceo, lei lascia Milano e segue la sua migliore amica, Agata, fino a Londra. Tuttavia, una volta arrivata in Inghilterra, Agata svanisce. Non risponde ai messaggi, evita le chiamate e non si presenta agli appuntamenti. Sofia Bianchini, al suo esordio letterario con Arkadia Editore, scrive un romanzo di formazione potente e tutto al femminile.

Il libro applica uno sguardo lucido sulla generazione di giovani italiani che abbandona il proprio paese per cercare nuove opportunità. Caterina abita nel quartiere di Bow, in un appartamento condiviso con coinquilini bizzarri come Elodie, Tommaso e Stefano. Mentre si impegna a definire la propria esistenza tra lavori precari e studi universitari, continua a cercare l’amica perduta. In questo percorso, la protagonista affronta due grandi tradimenti: quello di Agata e quello del paese che ora considera casa, colto negli anni che portano al referendum sulla Brexit.

Agata Goodbye - recensione - lìaltro femminileL’opera esplora la complessità delle relazioni tra donne, uscendo dai binari rassicuranti della narrazione consueta. L’amicizia qui assume tinte malinconiche e manipolatorie. Un passo del libro riflette perfettamente questa tensione quando richiama il mito di Icaro: «Dedalo aveva raccomandato a Icaro di non spingersi troppo vicino al sole, perché il calore avrebbe sciolto la cera delle ali facendolo precipitare. Ma gli aveva raccomandato anche di non volare troppo in basso. Anche la cautela e la modestia sono pericolose».

Queste righe risuonano con la nostra idea di donne oltre il consueto, pronte a sfidare le leggi dell’uomo senza ali di cera. Un altro momento significativo riguarda il fenomeno del ghosting, descritto dall’autrice con precisione chirurgica: «In inglese lo chiamavano ghosting e significava diventare un fantasma. Nell’ambiguità della tua scomparsa, eri davvero una sorta di fantasma: presente, eppure invisibile».

Sofia Bianchini nasce nel 1992 e si trasferisce a Londra nel 2011. Qui studia Relazioni Internazionali alla University of Westminster. Dopo varie esperienze in Spagna, Ungheria e Stati Uniti, lavora per anni presso il King’s College e la University College London. Nel 2022 frequenta il prestigioso corso di scrittura della Faber Academy. Attualmente collabora con l’Area Innovazione dell’Università di Bologna.

In conclusione, Agata Goodbye delinea un cammino di autodeterminazione necessario. Il romanzo insegna che, a volte, lasciare andare il passato rappresenta l’unico modo per abbracciare finalmente il futuro.

Cinzia Inguanta

Foto in alto: un dettaglio della copertina

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