I gatti hanno proprietà magiche e spirituali e sono la compagnia ideale per vivere un’atmosfera natalizia ancora più incantata.
Non è una sorpresa, avevo anticipato che questa Top ten sarebbe stata un sequel di quella estiva. Però, è rivolta a tuttǝ perché i gatti producono effetti terapeutici anche quando sono protagonisti di un libro o di immagini che scorrono.
L’atmosfera natalizia è sinonimo di gioia e allegria, ma per alcune persone le Feste amplificano tensioni, insoddisfazione, solitudine. Condizioni magistralmente esplorate da Cinzia Inguanta nei racconti del suo libro L’ultimo Natale di Mrs. Dalloway, pubblicato da Scatole Parlanti. Filo conduttore delle storie, che si svolgono dal 24 dicembre al 6 gennaio, è la gatta di un’anziana professoressa che ha scelto per lei il nome della protagonista del romanzo di Virginia Woolf.
È risaputo che un gatto che fa le fusa è un potentissimo tranquillante, una cura per le ferite interiori. Koto Takimori, scrittrice giapponese, lo racconta nelle pagine del suo libro Un gatto per i momenti di tristezza, Sperling & Kupfer editore.
La conferma ci arriva da un’altra autrice giapponese, Syou Ishida. Nella “clinica per l’anima” in cui è ambientato Un gatto per i giorni difficili, edito da Rizzoli, i mici sono la terapia personalizzata per ogni paziente.
Il libro è diventato un best seller e quest’anno Ishida ha raccontato nuove storie nel libro La soluzione è sempre un gatto.
Chiudo la carrellata di scrittrici giapponesi con Noriko Morishita, autrice di La mia vita con i gatti. Il romanzo, in Italia, è pubblicato da Einaudi e ci aiuta a guardare e apprezzare la felicità nelle piccole cose.
I gatti sono spesso protagonisti di romanzi polizieschi e io mi sono appassionata alle imprese della signorina Rachel Murdock, un’anziana detective dilettante che, insieme alla sua gatta Samantha, risolve intrighi pieni di sorprese. L’autrice è Dolores Hitchens una fertile scrittrice americana di gialli. Sellerio ne ha pubblicati tre: La gatta ha visto tutto, La gatta ha dato l’allarme e La gatta ci ha messo lo zampino.
Gli aristogatti non possono mancare in questa top ten: i classici di Walt Disney sono sempre una buona soluzione per trascorrere un pomeriggio sul divano, con o senza piccinǝ.
Il Natale del topo che non c’era è un albo edito da Topipittori. Scritto e illustrato da Giovanna Zoboli e Lisa D’Andrea è l’ultimo racconto di una trilogia ispirata a un’amicizia piuttosto insolita e bizzarra tra un gatto e un topo. I protagonisti vogliono organizzare una festa natalizia perfetta ma, come spesso accade nella realtà, trovare un accordo è un’impresa ardua.
Gatto Tino è il tenero protagonista di un libro cartonato per piccini, scritto e illustrato da Eric Battut, che ha visto la luna e fa di tutto per prenderla. Sono molto affezionata a questo “bohemino” (il nome della collana di cui fa parte) perché è molto tenero e poi perché uno dei miei gatti si chiama proprio così.
Potrei chiudere con il video di Mike Spalla, il produttore musicale americano che con i miagolii dei gatti ha realizzato un medley di Jingle Bells. Confesso però che ho sempre trovato molto kitsch questi montaggi. Meglio affidarci ancora una volta alle note di Happy Xmas (War is over) di John Lennon e Yoko Ono. E continuiamo a sperare che la pace non resti un’utopia. Per cambiare questo Natale suggerisco l’ascolto della versione di Alanis Morissette.
Non mi resta che augurare Buone Feste! Ai miei auguri si uniscono anche Arturo, Mitty, Peo, Rosa e Tino, la mia vivace brigata miagolante.
Serena Betti
Foto in alto: dettaglio copertina de L’ultimo Natale di Mrs. Dalloway
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