Un graphic novel che intreccia i temi del viaggio e dell’attesa e un podcast per conoscere alcune curiosità riguardo i suoi autori.
La mia proposta per questo venerdì è Non stancarti di andare di Teresa Radice e Stefano Turconi, pubblicato da Bao Publishing nel 2017. Chi segue le mie Top Ten conosce già il mio affetto per questi autori, e immaginerà quindi quanto la scelta sia stata difficile. Ho deciso di proporre questo volume perché credo possa conquistare anche chi non ha particolare familiarità con il linguaggio del graphic novel. Sono oltre trecento pagine dense non solo di immagini, ma anche di parole e suggestioni, da assaporare con calma per coglierne ogni sfumatura.
La storia si dipana su diversi piani temporali che si intersecano tra di loro. Nel 1933 seguiamo una famiglia che lascia la propria casa a Verezzi, in Liguria, per cercare fortuna all’estero. Nella stessa abitazione, ottant’anni dopo, nel 2013, incontriamo Iris e Ismail, pronti a iniziare una nuova vita insieme. Prima di trasferirsi da lei, però, Ismail deve tornare a Damasco per chiudere alcune questioni. Il suo viaggio si trasformerà presto in un incubo. Infatti, verrà catturato dai guerriglieri della guerra civile siriana e il ritorno a casa diventerà un percorso lungo e drammatico. Intanto, Iris scopre di essere incinta e affronterà la gravidanza sospesa tra la speranza e l’attesa del ritorno dell’uomo che ama.
Già da questo breve accenno di trama emergono con chiarezza i due temi cardine di Non stancarti di andare: l’attesa e il viaggio. Per Iris, l’attesa diventa una vera e propria condizione esistenziale, attende un ritorno e la nascita di un figlio. Questa sospensione si riflette tanto nelle parole quanto nel ritmo delle tavole, che invitano a rallentare, a soffermarsi sui silenzi e sui non detti. Diverse sono le pagine occupate dalle lettere che scrive all’«amore minuscolo» che sta crescendo nella sua pancia. Riflessioni, paure e speranze raccontate con quella delicatezza fatta di dettagli e immagini che solo la scrittura di Teresa Radice sa evocare.
«A conclusione di questa infinita lettera, amore minuscolo, ecco il mio suggerimento: non fermarti alle carte, ai calcoli, ai cartelli. Guardati dalle apparenze, impara a leggere al di là delle righe. Lasciati guidare dal cuore: scegli la strada stretta e tortuosa ma che porta in alto, sta’ lontano/a dalle vie larghe e affollate per la loro facilità. Cerca la tua direzione indipendentemente dalle folle. Troverai tesori in ogni dove».
Il viaggio, in questo racconto, è insieme esperienza concreta e metafora interiore. Ismail affronta un percorso fisico per tornare in Italia. Quel tragitto però si trasforma presto in un viaggio della speranza, della perdita e della memoria condivisa. Le tappe, gli ostacoli e le separazioni lungo la strada mostrano come il viaggio plasmi i corpi e le storie, mettendo in risalto le fratture tra passato e presente e la delicatezza dei legami che uniscono le persone. Stefano Turconi restituisce i luoghi con un tratto al tempo stesso preciso e morbido, capace di rendere vivi gli spazi e i silenzi. Anche nelle tavole prive di dialoghi si avverte la sofferenza di Ismail: le inquadrature lasciano spazio al vuoto e ai gesti minimi, amplificando la forza emotiva del suo cammino.
Nel complesso la narrazione è corale e stratificata, le storie di altri personaggi si intrecciano con quelle dei due protagonisti in un amalgama interessante I continui passaggi temporali sono gestiti con cura e consentono al lettore di allontanarsi per un momento dal filo principale della storia, pur rivelando nuovi dettagli sul passato di ciascuno. Ciascun frammento aggiunto contribuisce a costruire un panorama emotivo più ampio e sfaccettato, che dà profondità all’intero racconto.
Ogni volta che finisco la lettura di un fumetto di Teresa Radice e Stefano Turconi ho la sensazione di essermi fatta un bellissimo regalo. Storie inaspettate e tavole ricche che sanno parlare piano ma restare dentro. Non stancarti di andare conferma questa sensazione: è un’opera che chiede tempo e attenzione, ma ricompensa con una profondità emotiva e un raro equilibrio tra intimità e ampio respiro.
In abbinamento con il graphic novel di Radice e Turconi vi propongo Comics will break your heart, il primo podcast curato da Michele Foschini, co-fondatore della casa editrice bao Publishing, e prodotto da Storytel (disponibile in esclusiva sulla loro piattaforma). È composto da nove episodi, ognuno dedicato a una chiacchierata con un autore di fumetti per scoprire il dietro le quinte del loro lavoro.
L’ultima puntata, dal titolo Luoghi dove abbiamo disegnato le nostre anime, ha come ospiti Teresa Radice e Stefano Turconi. I due autori, coppia anche nella vita oltre che nel lavoro, parlano del loro processo creativo, di come trovano e poi raccontano storie attraverso i loro fumetti, e di come le esperienze e i luoghi influenzino la loro arte.
È interessante il racconto del loro primo incontro creativo, nato all’interno di una storia Disney intitolata Legame invisibile e divenuto reale solo in un secondo momento, con il loro incontro dal vivo durante un programma televisivo. La collaborazione professionale proseguirà poi con un’altra riuscita saga Disney, Pippo Reporter, in cui si possono già riconoscere elementi destinati a diventare distintivi del loro lavoro futuro.
Emergeranno i piccoli rituali e i feticci del loro lavoro (come la collezione di “sederini” di matite di Teresa) insieme al loro metodo organizzativo, che richiama quello di una troupe cinematografica, e alle storie che alimentano la loro curiosità creativa. Per chi, come me, ama approfondire il percorso degli autori che l’appassionano, non mancheranno aneddoti, suggestioni e spunti per nuove letture e per scoprire altri fumettisti. Buon ascolto e buon fine settimana!
Sara Simoni
Foto in alto: immagine dal libro
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