Un libro e un film che raccontano un club del libro nato per caso a Guernsey, tra occupazione, amicizia e speranza e resistenza.
La mia proposta per questo venerdì è Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey di Annie Barrows e Mary Ann Shaffer. L’opera è uscita nel 2008, in Italia è stata pubblicata da Astoria Edizioni nel 2017. È un romanzo epistolare che mescola storia e umanità per raccontare come la lettura e la comunità aiutino a risanare le ferite della guerra. Commovente e leggero allo stesso tempo, è un libro perfetto per chi cerca tra le pagine vicende che uniscano memoria storica e affetto per i personaggi.
La vicenda prende avvio nel gennaio del 1946, subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. Juliet Ashton, giovane giornalista e scrittrice londinese, riceve una lettera da Dawsey Adams, un abitante dell’isola di Guernsey, che le parla di un libro un tempo appartenuto a lei. Colpita da quella singolare coincidenza e incuriosita da quel luogo lontano, Juliet avvia uno scambio epistolare con Dawsey e altri isolani, da cui affiora la storia del loro club di lettura.
La forma epistolare si distingue per la sua natura insieme frammentata e corale. Se inizialmente può trasmettere un ritmo frammentario, avanzando nella lettura il racconto acquista vivacità e autenticità. Ogni voce contribuisce a delineare un mosaico di esperienze, sentimenti e ricordi. Attraverso la densa rete di lettere, telegrammi e messaggi scambiati tra i personaggi, il lettore riesce così a ricostruire eventi e legami.
Le relazioni prendono forma a poco a poco, grazie a piccoli gesti e confessioni affidate alle lettere. È proprio questa intensa corrispondenza che conduce Juliet a scoprire il “Club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey”. Un gruppo nato quasi per caso, ma soprattutto per necessità, durante l’occupazione tedesca, quando gli abitanti dell’isola trovarono nella lettura un rifugio e un pretesto per riunirsi nonostante i divieti.
Juliet rimane affascinata dalle storie dei membri del club e in particolare dalla figura enigmatica di Elizabeth McKenna. Una donna di spirito, generosa, forte e capace di affetto profondo. Decide quindi di partire per Guernsey. Qui, ascoltando le testimonianze degli abitanti e lasciandosi coinvolgere dal ritmo dell’isola, scopre una rete solidale fatta di amicizia e resistenza. Grazie alle persone che incontra, la scrittrice non solo trova l’ispirazione per un nuovo libro, ma anche un diverso modo di vivere gli affetti e di guardare alla propria esistenza.
Lo stile è leggero e colloquiale, le lettere sono ricche di dettagli quotidiani, battute e osservazioni che rendono ogni voce subito distinguibile. I personaggi rappresentano l’anima del romanzo e, attraverso le loro vicende, formano un ritratto corale ricco di sfumature. La narrazione epistolare favorisce la pluralità di toni, si passa dal sorriso alla commozione, e costruisce un senso di comunità grazie alla pluralità dei punti di vista.
Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey celebra il potere salvifico dei libri e della lettura, come possano essere rifugio psicologico e morale per mantenere la propria umanità, per resistere alla disperazione, per sentirsi ancora vivi e connessi.
«Ecco ciò che amo della lettura: di un libro ti può interessare un piccolo particolare, e quel piccolo particolare ti condurrà a un altro libro, e da lì arriverai a un terzo. È una progressione geometrica, di cui non si vede la fine e che ha come unico scopo il puro piacere».
In abbinamento con questo romanzo vi propongo l’omonimo film del 2018 diretto dal regista britannico Mike Newell (Quattro matrimoni e un funerale e Mona Lisa Smile). La pellicola è disponibile in streaming su Netflix, con produzione che coinvolge Regno Unito, Francia e Stati Uniti. Il ruolo di Juliet è interpretato da Lily James e nel cast figurano molti altri attori. Tra questi: Michiel Huisman, Jessica Brown Findlay, Glen Powell, Matthew Goode, Katherine Parkinson, Penelope Wilton e Tom Courtenay.
La regia trova un equilibrio tra romanticismo e ricostruzione storica, mettendo in risalto sia l’ambientazione sia le dinamiche tra i personaggi. Il film celebra il valore umano, la capacità di resistere e il ruolo dei libri come forza che unisce. Alterna scene leggere e sentimentali a passaggi che riportano alla memoria la durezza dell’occupazione con le sue cicatrici emotive.
Nel passaggio dal romanzo al film, la struttura epistolare viene semplificata per lasciare spazio a una narrazione più visivamente scorrevole, capace di raggiungere con facilità un pubblico ampio. L’impatto estetico è notevole. Le immagini restituiscono così bene l’atmosfera dell’isola di Guernsey da far sentire lo spettatore come se stesse davvero camminando tra le sue strade e conoscendo i suoi abitanti. Buona visione e buon fine settimana!
Sara Simoni
Foto in alto: immagine del film (da Netflix)
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