Memorie, racconto di Serena Pisaneschi. Affioramenti di ricordi che scatenano riflessioni. Frammenti sparsi, momenti di mancanza.
Pillole di femminile, la rubrica per riflettere su alcuni piccoli grandi temi legati alla vita di tutti i giorni.
Mia madre aspettava che il latte intero sfiorasse il bollore, poi appinzava con pollice e indice lo strato di panna e se lo ficcava in bocca ancora bollente. Anche la pizza la mangiava così, che una persona normale si sarebbe ustionata il palato. E poi maneggiava le padelle calde, spostava le pentole a mani nude e rigovernava con con l’acqua fumante (senza guanti). Era segno di fuoco, sarà stato per quello.
Mia madre adorava giocare a tombola. Poi giocava al lotto, comprava i biglietti della lotteria, i gratta e vinci. Tutte cose in cui ha potere solo la fortuna. Ha sempre arricciato le maniche e lavorato fuori e dentro casa, dove conta solo il fare, sarà stato per quello.
Mia madre cucinava bene. Aveva molti cavalli di battaglia per i quali si pavoneggiava anche un po’. Ma era ferma a quel tipo di cucina, quel tipo di ricette, quel tipo di tradizione. Quando le facevo assaggiare qualcosa di nuovo, diverso da ciò che conosceva, diceva stupendosi: «Però, è buono!» Conosceva solo la sicurezza delle cose certe, sarà stato per quello.
Mia madre non si schiodava dalle proprie idee. Non era facile che accettasse qualcosa che andava oltre l’educazione che aveva ricevuto. Le volte che lo ha fatto ha messo da parte l’immagine seguendo l’amore, allentando un po’ il morso dei doveri. È nata in un tempo rigido, sarà stato per quello.
Mia madre non ha mai saputo instaurare un grande dialogo con gli altri, ma temo che parlasse troppo con sé. Da sola, senza concedersi il sollievo della condivisione. È cresciuta in un dimensione in cui ci si tiene tutto dentro, sarà stato per quello.
Mia madre era una grande economa nonostante la sua terza elementare. Faceva quadrare i conti in una casa con sei bocche e uno stipendio solo, dando il giusto valore alle cose. Avevamo molto di più di quello che ha avuto lei, non ci è mancato mai niente. E non abbiamo mai avuto mezzo debito. È cresciuta in una famiglia in cui le bocche erano dieci e ha cominciato a lavorare a nove anni, sarà stato quello.
Serena Pisaneschi
Foto in alto: elaborazione grafica di Erna Corsi
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