Le magnifiche diciotto Olga Tokarczuk: l’erranza tra generi

Olga Tokarczuk - le magnifiche diciotto
La voce polifonica di una scrittrice Nobel che unisce psicologia junghiana, erranza mistica e il recupero delle storie dimenticate.

Non tutti riescono a leggere il mondo e le sue storie più nascoste. Per Olga Tokarczuk, la realtà spesso oltrepassa ogni logica razionale. La sua scrittura, pertanto, diventa un viaggio continuo e necessario. Lei desidera attraversare i confini, sia fisici che mentali. Questa autrice polacca, classe 1962, eccelle nello svelare i misteri profondi dell’esistenza umana.

Il Nobel e l’attraversamento dei confini

Olga Tokarczuk ha vinto il Premio Nobel per la Letteratura 2018. L’Accademia di Svezia le ha conferito il premio nell’ottobre 2019. La motivazione ufficiale celebra una «immaginazione narrativa» dotata di passione enciclopedica. Questa immaginazione, inoltre, rappresenta «l’attraversamento dei confini come forma di vita.»

Tokarczuk è la prima donna polacca a ricevere questo prestigioso riconoscimento. È tra gli scrittorә polacchә più acclamatә e di grande successo commerciale. I suoi libri sono stati votati come i più amati dal pubblico per tre anni consecutivi. Tokarczuk nasce a Sulechow, in Polonia, nella Bassa Slesia. La sua scrittura abbraccia il mondo e supera le divisioni geografiche.

Dalla psicologia all’anima delle cose

La scrittrice ha studiato psicologia presso l’Università di Varsavia. Dopo la laurea nel 1985, ha lavorato come terapeuta a Wałbrzych. Tokarczuk si considera una seguace delle teorie di Carl Gustav Jung. L’influenza junghiana è quindi fondante per la sua opera letteraria.

Tokarczuk stessa ha affermato che scrivere è simile a una seduta di psicoanalisi. Questo processo interpreta gli eventi e ricerca in questi il senso nascosto. Non a caso, le sue opere sono note per il loro timbro marcatamente mistico.

Oltre alla dimensione letteraria, Tokarczuk si distingue per le sue ferme posizioni: è femminista, atea e politicamente di sinistra. Infatti, è un membro attivo del Partia Zieloni, i “Verdi” polacchi.

L’errante e la struttura frammentaria

Tokarczuk, nei suoi romanzi, tenta di superare la «prigione non comunicativa dell’io.» Dunque, la scrittrice utilizza un approccio polifonico, moltiplicando i punti di vista. La sua forma narrativa è spesso frammentaria e non dogmatica.

Tokarczuk trae grande energia dal movimento e dall’idea di erranza. Il suo romanzo I vagabondi delinea proprio questo tema cruciale. Questo libro, che affronta il tema dei nomadi contemporanei, unisce saggi e finzione. I vagabondi le ha fatto vincere l’International Booker Prize nel 2018.

Tokarczuk esplora anche il legame misterioso tra le creature. Così parla di oggetti che possono possedere un’anima. In Nella quiete del tempo, per esempio, vede gli oggetti come veri protagonisti della storia.

Recuperare le voci dimenticate

La scrittrice si concentra spesso sull’importanza del sociale e sull’uso della lingua. Guida il tuo carro sulle ossa dei morti è definito un «noir ecologico».Il romanzo, infatti, solleva domande importanti sulla responsabilità dell’uomo nei confronti della natura.

I libri di Jakub è un’opera-mondo ambientata nel Settecento polacco. Il romanzo racconta la complessa vicenda del carismatico Jacob Frank. Però il libro è soprattutto un omaggio alla ricca storia dell’ebraismo polacco. Tokarczuk vuole dare spazio alle voci storicamente marginalizzate.  Ad esempio – cosa che la rende particolarmente affine al nostro progetto editoriale – cerca recuperare le figure femminili dimenticate dagli archivi.

Molti nazionalisti in Polonia hanno criticato Tokarczuk per presunto antipatriottismo. Lei ha sempre respinto queste accuse, affermando, al contrario, di essere una «vera patriota».

L’eredità di una narratrice errante

Nonostante le critiche e le pressioni politiche, la sua letteratura continua a porre domande urgenti sulla contemporaneità. Olga Tokarczuk non offre risposte dogmatiche, ma invita all’erranza come metodo per comprendere il mondo. Il suo lavoro è un invito continuo a superare i confini – tra generi letterari, culture, e il visibile e l’invisibile – rendendola una voce fondamentale per recuperare le storie dimenticate e svelare l’anima complessa dell’esistenza umana. La sua eredità risiede proprio in questa straordinaria capacità polifonica di vedere la realtà in tutte le sue sfaccettature.

Cinzia Inguanta

Foto in alto: Olga Tokarczuk (2024) di John Sears – Opera propria, CC BY-SA 4.0 – Wikimedia commons

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Se questo articolo ti è piaciuto condividilo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *