Le donne nel dialogo interreligioso: insieme per pari dignità e diritti

Le credenze religiose non sono una questione privata e influenzano le relazioni sociali e culturali. Conferenze, convegni e seminari come segnali del cambiamento.

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La religione è quel complesso di credenze, vissuti, riti che coinvolgono l’essere umano, o una comunità, nell’esperienza di ciò che viene considerato sacro. Se chiediamo al web quante religioni esistono al mondo potrebbe stupirci sapere che fra religioni, dottrine, credenze, sette e culti tribali ne esistono più di trentamila.

Questa elevata quantificazione è indicativa di quante differenze abitino il nostro pianeta. Le diverse credenze hanno influenze profonde sulla vita quotidiana: solo per citare alcuni esempi, le religioni indicano come e quando è possibile mangiare, come vestirsi, se e come fare sesso.

La credenza religiosa non è inoltre solo una questione privata, non si esaurisce nel rapporto fra l’individuo e il suo credo, ma influenza profondamente le relazioni sociali e culturali. L’accentuarsi del processo di globalizzazione non potrà che incrementare le convivenze fra credi differenti.

Differenze religiose o alibi per conflitti?

Se è vero che i diversi credi contribuiscono ad alimentare un senso di comunità attraverso valori e regole condivise è anche vero (la storia ci dovrebbe aver insegnato) quanto i riferimenti religiosi abbiano anche legittimato guerre, violenze e discriminazioni. O forse sarebbe meglio riflettere su quanto le differenze religiose abbiano rappresentato un ottimo alibi per conflitti che sono stati determinati da ragioni economiche e politiche.

In una società sempre più globalizzata, di cui tutti, ormai è un dato di fatto, apprezziamo i benefici, per quanto riguarda la religione permangono ancora istanze fondamentaliste e discriminatorie. Istanze che trovano terreno fertile soprattutto nei contesti di povertà e disuguaglianza sociale attraverso la diffusione di pregiudizi e stereotipi che la comunicazione mediata può amplificare.

Un primo strumento per contrastare eventuali manipolazioni può essere rappresentato dalla conoscenza, purché basata su fonti affidabili. Nel 2015 a Bologna è nato l’Osservatorio sul pluralismo religioso che, attraverso accordi di partenariato con università e centri di ricerca, ha l’intento di promuovere una maggiore conoscenza delle diversità culturali e religiose.

L’Osservatorio nel 2022 ha registrato in Italia duecentoquarantuno episodi di antisemitismo (nel 2021 erano stati duecentoventisei), di cui il circa il 70% perpetrati in rete. Anche a livello europeo la situazione ha destato preoccupazione soprattutto a seguito dell’esplosione dei conflitti in Medio Oriente dopo il 7 ottobre.

Un secondo strumento per contrastare intolleranze e discriminazioni nell’ottica di una pace fra le religioni e fra i popoli è il dialogo interreligioso, che ha iniziato a svilupparsi intorno agli anni ’90 a opera di organismi internazionali come l’Unesco e a seguito di documenti come la Dichiarazione per i diritti umani dell’Onu del 1948.

Il dialogo interreligioso

Obiettivo del dialogo interreligioso è l’incontro e l’interazione fra persone appartenenti alle diverse religioni nell’ottica di una reciproca comprensione. La partecipazione femminile è stata pressoché assente anche perché in molte religioni le donne non hanno avuto, soprattutto in passato ma anche ai giorni nostri, la possibilità di ricoprire cariche apicali restando al di sotto del cosiddetto soffitto di cristallo.

In questi ultimi anni si registrano in merito alla partecipazione delle donne cambiamenti anche nell’ambito del dialogo interreligioso. Nel gennaio 2023 si è tenuta a Roma la conferenza internazionale Le donne costruiscono una cultura dell’incontro interreligioso.

Secondo monsignor Indunil Janakaratne Kodithuwakku, segretario del Dicastero per il Dialogo interreligioso, è stata un’occasione senza precedenti, alla quale hanno partecipato trenta donne provenienti da ventitré Paesi e dodici religioni. La conferenza è stata il culmine di una serie di eventi organizzati per promuovere il ruolo delle donne nel dialogo interreligioso.

In precedenza, nel 2017, l’Assemblea plenaria del Dicastero ha avuto come tema Il ruolo delle donne nell’educazione alla fratellanza universale. Nel 2018 a Taiwan si è tenuta la conferenza internazionale Azione contemplativa e contemplazione attiva: monache buddiste e cristiane in dialogo. Nel 2019 il messaggio per il festival buddista del Vesak era intitolato Buddisti e cristiani: promuovere la dignità e la parità di diritti di donne e ragazze.

Obiettivo della conferenza del 2023 era di valorizzare il ruolo delle donne nel campo del dialogo interreligioso. La ricerca del dialogo rappresenta, secondo monsignor Indunil Janakaratne Kodithuwakku, un percorso che uomini e donne devono intraprendere insieme. Per evidenziare che la pari dignità e i diritti delle donne devono riflettersi anche nel dialogo interreligioso occorre che più donne abbiano un posto ai tavoli di discussione e di decisione, dove sono ancora in minoranza rispetto agli uomini.

Altro esempio è stata la conferenza interreligiosa svoltasi online il 5 marzo 2024, in occasione della Giornata internazionale della donna, organizzata dall’Unione Mondiale delle Organizzazioni Femminili Cattoliche (WUCWO), in collaborazione con il Dicastero per il Dialogo Interreligioso e con il patrocinio di alcune ambasciate presso la Santa Sede.  L’evento è stato presentato da Monica Santamarina, presidente generale della WUCWO. Nel suo discorso, ha ricordato il tema centrale del convegno: Donne che seminano semi di pace e coltivano l’incontro. Santamarina ha sottolineato come la fede, vissuta secondo le diverse tradizioni religiose, possa infondere quella pace e forza interiore che sono essenziali per costruire un ambiente sereno nelle nostre famiglie e comunità, promuovendo una cultura basata sull’incontro e il dialogo.

La WUCWO conta quasi cento organizzazioni ed è presente in circa sessanta Paesi rappresentando più di otto milioni di donne. Secondo Santamarina «ora è il momento di lavorare insieme, ciascuno nel proprio ruolo, perché tutti i ruoli sono importanti. Siamo tutti corresponsabili.»

Le donne nella religione cattolica

La presenza delle donne nella religione cattolica prevede ancora oggi forti disuguaglianze e, come riporta il National catholic reporter, papa Francesco ha chiarito perfettamente che è contrario all’ordinazione delle donne come diaconi.

La questione negli ultimi anni ha creato polemiche e alimentato speranze quando, prima nel 2016 e poi nel 2020, il Pontefice creò una commissione per esaminare la storia delle donne diacono. I resoconti di queste commissioni non sono mai stati resi pubblici.

Paola Giannò

Foto in alto: di StockSnap

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