Donnaridens: Desy Icardi e La pasticciera di mezzanotte (Fazi, 2023)

Desy Icardi
Un intreccio di storia, passioni gastronomiche e personali narrato con un’ironia che avvince i lettori buongustai e non solo.

Ambientata a cavallo tra ‘800 e ‘900, La pasticciera di mezzanotte (Fazi, 2023) di Desy Icardi intreccia le vicende di personaggi concretissimi nella loro imperfezione. Tra questi spicca Edmondo Ferro, avvocato torinese, bibliofilo e bruttarello, che preferisce le storie romanzesche alla vita reale. Un personaggio, insomma, in cui i fervidi lettori non faticheranno a identificarsi.

La Storia con la «s» maiuscola però ci mette lo zampino, costringendo il tranquillo Edmondo a prendere parte a eventi dal forte impatto emotivo, come la rivolta del pane del 1917. O coinvolgendolo nella vita privata di personaggi dalle vicende non comuni, come la bella e altolocata Jolanda, l’altera zia Isabella e la loro famiglia. Che, come ogni famiglia letteraria, è altamente disfunzionale e deve fare i conti con un non detto che Edmondo pian piano riesce a scoprire. Persino prima dei diretti interessati. Saranno proprio le avventure vissute insieme a questi personaggi a spingere Ferro, ormai centenario, a indossare i panni di scrittore per metterle nero su bianco.

Icardi riesce con magistrale sprezzatura a sfruttare gli eventi storici per creare una trama coinvolgente. Autentica maga del cliffhanger, incolla chi legge alle pagine del libro capitolo dopo capitolo, cambiando punto di vista, voce narrante e giocando ad alternare i piani temporali. Il risultato è talmente efficace che le si perdonano espressioni poco felici, come «donnina allegra» o «zietta», che sanno un po’ di vecchi film dal gusto discutibile.

la-pasticciera-di-mezzanotte-Desy IcardiNon nego l’iniziale scetticismo ad aprire l’ennesimo libro che mette in tavola (permettetemi la battuta) il tema culinario, tanto di moda negli ultimi anni che per le narrazioni incentrate su cibo e gastronomia è stata coniata l’etichetta di food novel. E nemmeno nascondo che sono bastate poche righe per spazzare via ogni preconcetto.

Questo non solo perché La pasticciera di mezzanotte di Desy Icardi è un testo gradevole e avvincente dove la cucina ha un ruolo vitale, quello di esprimere l’importanza di accettare il proprio passato e il gusto della vita, ma anche perché la scrittura di questa notevole narratrice torinese è stata una scoperta piacevole che mi spingerà a leggere gli altri volumi della pentalogia dedicata ai sensi: L’annusatrice di libri, La ragazza con la macchina da scrivere, La biblioteca dei sussurri e La fotografa degli spiriti.

«L’unica cosa che non mi ha fatto rimpiangere il tempo sottratto alla lettura è una storia ben raccontata» scrive Icardi.

E il mio consiglio è quello di non farsi sfuggire questa, di storia, narrata in maniera impeccabile.

Silvia Roncucci

Foto in alto: Desy Icardi

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