Pillole di femminile – Storie piccole che raccontano un mondo grande #69

lorenza gentile, Pillole di femminile
Tratto da Le piccole libertà, il romanzo di Lorenza Gentile, che ci ricorda che la vera responsabilità che abbiamo è essere felici.
Ti invitiamo a partecipare alla nostra call per il 2024.

Pillole di femminile, la rubrica per riflettere su alcuni piccoli grandi temi legati alla vita di tutti i giorni.

Dicembre è il mese dei bilanci e dei buoni propositi per l’anno nuovo che sta arrivando. Questi ultimi anni, dopo la pandemia, sono stati particolarmente pesanti e diventa più difficile trovare la predisposizione d’animo spensierata e leggera che favorisce l’ascolto dei nostri desideri. Lorenza Gentile è una scrittrice che ha il dono di ammantare i suoi romanzi di ironia, candore e semplicità. Olivia, la protagonista di questo romanzo, ha trent’anni, un lavoro precario, sta per sposarsi e sente un grande vuoto dentro di sé, così chiede aiuto a una psicologa.

«Alla prima seduta la Manubrio mi ha chiesto di fare un elenco delle cose che mi rendono felice. Così su due piedi non è stato facile arrivare in ufficio puntuale pur riuscendo a fare colazione. Una volta cominciato l’elenco mi sono sciolta, una piccola felicità lava l’altra. Le docce con l’acqua che scroscia abbondante, capita negli alberghi, così dall’altra stanza non ti sentono se canti. Quando i macaron vengono morbidi dentro e croccanti fuori, e ne avanzano, così mi sento autorizzata a finirli. Questa l’ho solo pensata: passeggiare da sola nei campi e, quando sono sicura che non mi vede nessuno, farmi venire le lacrime, buttarmi a terra e urlare: “dopotutto, domani è un altro giorno!”, o abbracciare un gatto come fa Holly Golightly in Colazione da Tiffany e baciare un immaginario Paul stretto nel suo impermeabile…
Invece ho confessato: vagare per gli scaffali del supermercato asiatico dietro l’ufficio, studiare le confezioni con sopra i personaggi dei cartoni animati, comprare cibi a caso, provarli in pausa pranzo non dirlo a nessuno. Me ne sono venuti in mente una serie che mi sembravano del tutto innocue. Le ho linkate ad alta voce. Lo stipendio, l’alba dei 30, non dover più raccontare a tutti che “arrotondo con le traduzioni tecniche dall’inglese“… Visualizzarmi da lì a sei mesi col vestito bianco e Bernardo accanto; nonostante il riso nei capelli, per una volta venire bene in foto, rendere orgogliosi i miei genitori anche se la nostra chiesa sarà semi vuota. Le sere da Bernardo quando deve lavorare e io me ne sto in poltrona per risolvere un sudoku. Il sabato aiutare mia madre a casa a fare tutti lavori che la domestica trascura… Sentirmi per questo in pace con la coscienza, perché ho sudato e quindi forse ho perso qualche grammo, e mia madre sta meglio. Finalmente non c’è niente fuori posto. Far ridere mio padre quando gli do una buona notizia, magari che mi hanno assunto. Non è ancora mai successo, ma il sorriso me lo immagino benissimo. Un mazzo di fiori bianchi, i miei preferiti, che si trovano in tutte le stagioni. Ho fissato in silenzio la poltrona a forma di uovo accanto alla finestra, per far capire alla Manubrio che avevo finito. Lei ci ha pensato su, poi ha dichiarato con mio grande sollievo che in me non c’è niente che non va.»

Un buon proposito per il 2024? Trovare il tempo, ogni tanto, di pensare alle piccole cose che ci rendono felici.

Serena Betti

Foto in alto: Elaborazione grafica di Erna Corsi

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