La poesia nel dì di domenica presenta la poesia di Nadia Campana

Nadia Campana
Una delle voci poetiche femminili più intense e originali del panorama letterario italiano: «Un io femminile giovane, inquieto, ombroso, talvolta euforico e allegro. » (Ennio Abbate)

La lirica di Nadia Campana rappresenta la poesia del contrasto. I suoi temi si alternano: caldo e freddo, nero e bianco, esuberanza e tristezza, sogno e verità, mito e cronaca. La sua incoerenza poetica le ha permesso di creare nuove vite con le parole lasciando fuori la preoccupazione della comunicazione che la poesia dovrebbe esprimere.

Nadia circuisce le parole e le costringe a percorrere un tragitto che non parte da un dato reale, ma da un punto lontano, per poi ritornare al reale: «La parola poetica trasforma, anzi, già in sé è vita, e la vita reale accanto ad essa non può che essere progressivamente polverizzata da quel vento fino a diventare anch’essa incandescente.»

I suoi versi raccontano anche il suo amore per la natura; infatti, affiorano colori vivaci, campi assolati, acque di torrenti e mari, uccelli e altri animali. Ogni verso però ritorna a un’implacabile e minacciosa inquietudine. Nadia rivela al lettore il suo mondo interiore frammentato, dove i pensieri non nascono già riorganizzarti logicamente in frasi ma spezzettati. I temi dominanti sono l’ossessione per il tempo e il vento. Un vento a cui la poeta affiderà il compito di alimentare la fiamma della sua poesia dopo che l’avrà condotta in alto a bruciare nel cielo.

Milo De Angelis, suo amico e curatore delle sue raccolte, nella recensione di Verso la mente scrive: «Quella di Nadia Campana è una poesia piena di corpi e colori, visi e torrenti, campi e strade, con un fervido senso della natura, che viene colta ora con sguardo limpido e visivo ora fiabesco (Il ruscello ha molta fretta) e sottilmente allucinato, ma sempre con un’energia sotterranea e animistica, potente e inarrestabile, quel moto perpetuo che era tipico del suo essere.»

Come la poesia della scorsa settimana, anche questa è estratta dalla raccolta Verso la mente. Per La poesia nel dì di domenica, Serena Betti legge una poesia di Nadia Campana. Buon ascolto.

Debora Menichetti

Foto in alto: Nadia Campana

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Noi, la lunga pianura immaginaria
ci inghiotte come sacramenti della notte
Sei stato una quantità esatta
nella pioggia che afferra i visi
Ma adesso in ogni angolo della stanza
aspetteremo fuori dall’esplosione
un legno che io, qui,
ho costruito (lasciami fare)
prodigi scelti dal caso, pioppeti da percorrere!
 Il tenero è nel mezzo e nell’interno

umiltà di una porta
ascoltando treni, a un passo, come
una febbre nel ricordo esattamente
Guarda il campo
è così calmo, smisurato, stamattina.

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