Vita in campagna. Appunti di viaggio di una cittadina in trasferta #5

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È il mese più caldo e più impegnativo dell’anno, ma Agosto regala momenti di straordinaria gioia anche se non si va in vacanza.

Agosto per moltə è sinonimo di ferie, per chi vive in campagna, invece, è il mese in cui la stanzialità è d’obbligo, soprattutto in questi ultimi anni in cui il caldo è sempre più pesante e le piogge sono un miraggio lontano. L’orto ha bisogno di acqua ed è necessario innaffiarlo molto più spesso. La pioggia è tutta un’altra cosa, perché penetra più in profondità nel terreno e bagna e disseta tutte le foglie, ma se non piove, occorre rimediare con l’acqua del pozzo che bagna sì il terreno, ma trascura le foglie. Infatti quelle degli zucchini, zucche e meloni sono gialle già da un po’ e quelle più piccole non fanno in tempo a crescere perché ingialliscono e si raggrinziscono velocemente. Il sole ha la sua parte di responsabilità: avete notato che è sempre più bianco? Il giallo ormai resta solo nel nostro immaginario, e nei nostri ricordi di bambinə.

Ogni mattina mi alzo presto per andare nell’orto. Il mio “presto” è piuttosto relativo, ma devo fare una precisazione: io rientro nella tipologia “gufo”, ovvero sono una di quelle persone che la sera hanno molta energia e si addormentano tardi, diversamente dalle “allodole” che invece danno il meglio di sé nelle prime ore del mattino. La sveglia alle 7:00 per una persona gufo è veramente un martirio! La privazione del sonno si fa sentire, ma la dedizione prevale. E anche un po’ di opportunismo perché le ore più fresche sono effettivamente le migliori e iniziare la giornata immersa nel rosso e nel giallo dei pomodori è una bella sferzata di energia. Ma verso le 10:00 il sole si fa sentire e si inizia a sudare e il sudore fa venire l’acquolina in bocca a quei simpaticoni di insetti che non vedono l’ora di banchettare, quindi è meglio lasciare l’orto e dedicarsi ad altro. Mentre giro tra le file di verdure in compagnia dei miei gatti, Tino e Arturo, penso a cosa preparerò per cena. Quando trovo una decina di fiori di zucca non devo pensarci neppure troppo perché ho una ricetta veloce, facilissima e sempre di grande effetto: adoro prepararli al forno, con un ripieno di ricotta, pecorino, pepe, menta e basilico.

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Vita in campagna – Presenze, la cavalletta

Un giorno alla settimana è dedicato alla preparazione della salsa di pomodoro. I datterini gialli e rossi, invece, li taglio a metà e li metto con un pizzico di sale e una foglia di basilico in vasetti di vetro che poi sterilizzo. Se avete un po’ di tempo vi consiglio vivamente di provare questa attività piacevole e rilassante, quasi zen. Durante la stagione fredda aprire uno di questi vasetti è come tuffarsi nell’estate! E versati sugli spaghetti, dopo averli saltati con aglio, olio e peperoncino, sono un piacere anche per il palato.
Questo super sole è perfetto per essiccare velocemente, origano, nepitella, finocchietto… e anche il pane se per caso mi viene voglia di una panzanella!
La raccolta delle erbe aromatiche è sempre allietata da bellissime e coloratissime presenze che mi incantano, come quella della foto che ho scelto per la copertina.

A fine agosto si raccolgono le patate. Quando tutte le foglie delle piantine si sono ben seccate consultiamo il calendario delle semine di Maria Thun, che è la nostra bibbia, e guardiamo qual è il giorno più favorevole. Con l’aiuto dell’assolcatore si smuove bene il terreno e si sollevano le piantine. In fondo alle radici ci sono i tuberi che, portati in superficie, possono essere raccolti facilmente. Abbiamo iniziato stamattina alle 7:00 (sì, la sveglia ha suonato ancora prima, ma quando si tratta di questo momento l’eccitazione è alle stelle e salto giù dal letto con gioia) e siamo contenti del risultato che ci hanno regalato le tre file di piantine. La caccia alle dorifore ha funzionato e anche se i nostri settanta chilogrammi di patate non sono nulla di fronte agli oltre diciassette milioni di quintali prodotti in Italia, noi siamo molto soddisfatti.

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Vita in campagna, buddleya

Agosto regala anche uno spettacolo straordinariamente bello e profumato: la fioritura della buddleya, conosciuta come l’albero delle farfalle. Quando sento il bisogno di fermarmi mi siedo sull’erba sotto questa pianta. Per un po’ chiudo gli occhi e respiro inalando le fragranze dolcissime emanate dai fiori. Poi guardo incantata la danza colorata di tutte le farfalle che volano e si posano su quei profumatissimi grappoli viola. Se c’è un po’ di vento lo spettacolo è ancora più bello: oltre alle farfalle anche i rami danzano. E quando mi alzo mi sento leggera, piena di gratitudine… e mi metto a ballare. Cosa c’è di più bello dopo una giornata di lavoro?

Serena Betti

In alto: Vita in campagna – Presenze, il bruco – Foto di Silvana Jaulus

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