Angélique du Coudray: la prima levatrice che insegnò come aiutare a partorire

Angélique du Coudray
Una delle prime donne laureate in Chirurgia nella storia dell’umanità, segnò la svolta nella storia dell’ostetricia.

Dal quinto numero de L’Altro Femminile, donne oltre il consueto, scarica il PDF della rivista o sfogliala online.

«In attesa del momento di partorire, la donna bisogna consolarla il più affet­tuosamente possibile: il suo stato do­loroso lo richiede; ma deve essere fatto con un’aria di allegria che non infonda timore di pericolo.»

Navigando in rete mi imbatto in que­sta donna, Angélique du Coudray, di cui non sapevo nulla. Mi addentro nella sua vita e scopro che è stata la prima donna, la prima medica francese che nel XVIII secolo rivoluzionò l’arte del parto attraverso i suoi approfon­diti studi sul corpo femminile. Questa donna ha messo in primo piano le ne­cessità delle partorienti studiando nei minimi dettagli gli organi riproduttivi femminili, costruendo, addirittura, un manichino ostetrico con cui istruiva i propri studenti alla pratica del parto. Attualmente le macchine da lei co­struite sono custodite nel Museo di  storia della medicina Flaubert situato a Rouen, in Francia. Non solo, nel 1759 scrisse un moderno manuale sul parto con illustrazioni a colori dal titolo Abrégé de l’art des accouchements, tra­dotto in molte lingue.

La machine

Gli articoli che ho letto riportavano molte foto della “machine”, un mani­chino che simulava la parte inferiore del corpo della donna, a grandezza natu­rale, fatto di tessuto, pelle e imbottitura, con cinghie e stringhe che dovevano riprodurre l’allungamento del canale e del perineo durante il parto, per spie­garne il processo. Il tutto era comple­tato da un manichino infante, dotato di naso sagomato, orecchie cucite, capelli disegnati e bocca aperta. Il modello re­alizzato da Angélique du Coudray era così adeguato a simulare nascite e così aderente al vero che l’Accademia di Chi­rurgia lo approvò come idoneo per la pratica di parto.

Le lezioni

Sembra che abbia insegnato in oltre quaranta tra città e paesi rurali e formato più di quattromila studenti che a loro volta formarono altre seimila donne. Istruì anche chirurghi e medici e nei suoi trent’anni di insegnamento ebbe circa trentamila studenti diventando così conosciuta a livello internazionale come un simbolo del progresso medico francese. I suoi studi erano concentrati in particolare a risolvere e alleviare i do­lori del parto, addolcire quello che è un momento delicato per la donna e per il nascituro. Nel periodo in cui visse si pre­sentavano spesso imprevisti che mette­vano a rischio la vita di entrambi quindi, nel 1759, Luigi XV, re di Francia, incaricò la du Coudray di insegnare alle popo­lane, levatrici (dette anche matrone) spesso improvvisate, come agire e muo­versi durante il parto. Iniziò a viaggiare per la campagna francese impartendo lezioni di medicina alle ostetriche rurali la cui incompetenza causava numerose morti. Le sue istruzioni furono risolutive per ridurre la mortalità infantile, che all’epoca aveva raggiunto picchi verti­ginosi.

La sua storia

Angélique-Marguerite Le Boursier du Coudray nacque nel 1714 a Cler­mont-Ferrand, in una famiglia di medici. Coltivò la sua passione per la medicina approfondendola con scrupolosi studi; all’età di venticinque anni terminò il suo apprendistato triennale e superò a pieno titolo gli esami per l’abilitazione alla Scuola di Chirurgia che, però, non ammetteva donne tra gli studenti. Que­sto non la fermò: attraverso una peti­zione lottò e vinse riuscendo a ottenere l’ammissione ai corsi di formazione in ostetricia, portando la figura femminile dentro la Facoltà di Medicina dell’Uni­versità di Parigi.

Divenne direttrice della sezione di oste­tricia dell’Hôtel Dieu di Parigi, soste­nendo che non solo era fondamentale specializzarsi, per poter praticare l’oste­tricia, ma anche “allenarsi”, per alleviare, il più possibile, i danni e le sofferenze connesse all’esperienza del parto. Di­venne una guida per tutte coloro che volevano diventare ostetriche.

Angélique du Coudray
Manichino di Madame du Coudray conservato presso il Musée de l’Homme. Foto da: Wikipedia

Angélique, con forte tenacia, intraprese una lotta tutta al femminile affinché ve­nissero accettate la sua capacità intellet­tuale e la sua capacità come medica, per ottenere i riconoscimenti che le spetta­vano. Lo fece anche per tutte le donne che come lei avevano faticosamente intrapreso studi medici nonostante i numerosi ostacoli. Il suo fervore e la sua competenza costrinsero il mondo della medicina a piegarsi e concedere a tutte le ostetriche una formazione adeguata. Morì a Bordeaux, il 17 aprile del 1794, in circostanze misteriose durante la Rivo­luzione francese.

La memoria

Nonostante l’importanza storica e so­ciale, la figura di Madame du Coudray è rimasta nell’ombra per molto tempo e anche la sua storia non è facile da trovare; una delle prime biografie com­plete è stata scritta dalla storica Nina Rattner Gelbar che ha intrapreso un vero e proprio viaggio in Francia per scovare dettagli sulla vita di questa stra­ordinaria donna oltre il consueto. È riu­scita a ricostruire l’esistenza della più fa­mosa ostetrica francese del XVIII secolo raccontandola in una biografia dal titolo The King’s Midwife: A History and Mystery of Madame du Coudray. In un’intervista la storica afferma: «La sua intelligenza, il suo coraggio, il suo modo di affron­tare gli ostacoli posti sul suo cammino, la sua perseveranza: tutto questo mi ha reso una sua grande ammiratrice.»

Rovistando nella storia passata e in quella che viviamo sono state e sono ancora tante le donne che hanno lot­tato e lottano per la parità di genere sul lavoro. Sono le storie come quella di Angélique du Coudray che devono ispi­raci, che ci devono infondere la tenacia per non mollare e difendere costante­mente le capacità e le competenze an­che in settori etichettati “non adatti alle donne”.

Du Coudray è una pietra miliare nella storia del mondo professionale femmi­nile e come tale va ricordata.

Debora Menichetti

Foto in alto: Angélique du Coudray da unadonnalgiorno.it

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