Top ten estate 2023 a cura di Serena Pisaneschi: dieci personaggi in cerca di lettura

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A grande richiesta tornano i consigli per l’estate della redazione de l’Altro Femminile, donne oltre il consueto. Enjoy!

Per questa top ten ho deciso di presentarvi dieci personaggi maschili che hanno abitato le pagine di alcuni dei libri che più ho amato. Sono differenti per provenienza, età e storia, ma le penne che li hanno tracciati lo hanno fatto con la medesima maestria. Spero di incuriosirvi e magari indurvi a leggerne le avventure.

  1. Harlod e Raymond McPheron, protagonisti (con molti altri) della Trilogia della pianura di Kent Haruf. I titoli che compongono la saga sono Canto della pianura, Crepuscolo e Benedizione, tutti i libri sono editi da NN Editore. I fratelli McPheron sono uomini semplici, allevatori, un po’ rudi, poco inclini alla vita sociale. Eppure dimostrano una bontà d’animo fuori dal comune e una profondità di sentimenti che rasenta la purezza. Non è possibile non venire affascinatə dalle vicende di questi due fratelli, basterà qualche pagina per desiderare di essere spettatori e spettatrici delle loro vite.
  2. Edith Wharton è conosciuta per lo più per il suo romanzo L’età dell’innocenza, grazie al quale ha vinto il Premio Pulitzer nel 1921. La sua produzione però è assai più numerosa e, tra i suoi romanzi brevi, troviamo Ethan Frome. In questa storia Wharton ci racconta le vicende di un uomo pacato e tremendamente vittima della vita, Ethan Frome appunto. Per molti versi la personalità di Frome ricorda quella di William Stoner, di cui vi avevo parlato nella top ten di Natale.
  3. Io non sono una persona che rilegge lo stesso libro più volte, sebbene abbia una memoria decisamente fallace. Mi è successo solo con tre testi, uno di questi è il Memoriale del convento di José Saramago. Baltazar Mateus, detto Sette-Soli, è protagonista insieme a Blimunda di questo romanzo. Baltazar è un ex soldato, monco della mano sinistra. Uomo retto e gran lavoratore, leale e innamoratissimo. Solido, stoico, concreto ma anche sognatore. Un personaggio che non rimane indifferente.
  4. Di recente ho terminato la lettura de La vita sessuale di Guglielmo Sputacchiera, scritto da Alberto Ravasio ed edito da Quodlibret. Come Gregor Samsa, una mattina Guglielmo si sveglia e, invece di scarafaggio, scopre essere diventato donna. Questa sua transessualizzazione lo sconvolge, ma sarà lo stimolo giusto per indurlo a muoversi dalla posizione di non ritorno nella quale si era adagiato. Il libro fa sorridere per quasi tutto il tempo, ma via via scopre profondità che Guglielmo nascondeva e induce chi legge a riflessioni importanti.
  5. Uni dei personaggi della letteratura mondiale che più mi è rimasto nel cuore è Alonso Chisciano, meglio noto come Don Chisciotte. Nato dalla penna di Miguel de Cervantes Saavedra, Don Chisciotte della Mancia è un capolavoro che racconta le avventure di questo hidalgo appassionato romanzi cavallereschi, romantico e sognatore. È proprio questa sua caratteristica di sognatore che me lo a fatto amare tanto, perché bisogna sempre fare largo ai sognatori.
  6. Jay Gatsby, che credo tutti conosceranno grazie al romanzo di Francis Scott Fitzgerald Il grande Gatsby e alle sua trasposizioni cinematografiche, è una di quelle anime tormentate e sole che colpiscono per la loro duplicità. Dà feste sfarzose, ostenta ricchezza e fascino, ma in fondo è un uomo molto molto solo ancorato al passato. Struggente è la sua cieca fede nella luce verde al di là della baia.
  7. Uno dei primi libri che ho letto, oltre trent’anni fa, ha come protagonista un uomo buono, semplice e a volte un po’ malinconico: Marcovaldo. È tutt’ora uno dei miei libri preferiti e sto cercando (inutilmente, ahimé) di farlo leggere a mio figlio. Italo Calvino ci ha regalato tantissime storie meravigliose, ma le vicende di Marcovaldo hanno trovato da subito un posto speciale nel mio cuore.
  8. Anche Giovanni Drogo, eroe del Il deserto dei Tartari, capolavoro di Dino Buzzati, è uno dei personaggi che più mi sono rimasti dentro, ma stavolta come monito. Drogo se ne sta decenni immobile alla Fortezza Bastiani aspettando solo che qualcosa accada, ma nel frattempo tutta la vita gli scivola via dalle mani. Lui sta passivo ad aspettare sempre sull’orlo del cambiamento, della pagina da voltare, ma non ci riesce mai. Il deserto dei Tartari è un libro che tutti dovrebbero leggere intorno ai trent’anni o poco più, prima non si capisce, dopo potrebbe essere troppo tardi.
  9. Di Paulo Coelho ho letto solo tre titoli, e tutti e tre mi hanno regalato qualcosa. Ne L’Alchimista il protagonista è Santiago, un pastore che si mette in viaggio alla ricerca di un tesoro. Ma il suo viaggio non è solo geografico, è soprattutto umano e spirituale. Ho amato Santiago per la fiducia e la tenacia che dimostra nel perseguire il suo obiettivo, perché non molla, perché riesce a coronare la propria “Leggenda Personale”.
  10. Arturo è un ragazzino di quattordici anni cresciuto praticamente da solo. Orfano di madre, scorrazza sull’isola di Procida esclusivamente in attesa dei brevi ritorni del padre, dal quale elemosina un affetto che non ha mai conosciuto. Elsa Morante, nel suo L’isola di Arturo, ci racconta magistralmente la fame d’amore di questo adolescente alle prese con sentimenti come l’invidia e la gelosia, ma anche la passione e il dolore.

Serena Pisaneschi

Foto in alto: Andrea Piaquadio su Pexels

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