Pillole di Femminile – Storie piccole che raccontano un mondo grande #44

madame curie
La pillola di oggi è tratta da Vita di Madame Curie (Mondadori, 1938) scritta dalla figlia Eve. Una biografia, basata su esclusivi documenti di famiglia.

Pillole di femminile, la rubrica per riflettere su alcuni piccoli grandi temi legati alla vita di tutti i giorni.

Conservo gelosamente la biografia di Madame Curie scritta dalla figlia Eve in una sbertucciata edizione scolastica che una zia poco più grande di me mi regalò durante l’adolescenza. Ricordo che fu una lettura appassionante, che non mi invogliò ad appassionarmi alle materie scientifiche, ma rivelò i retroscena della vita quotidiana di una delle più grandi scienziate, una vera donna oltre il consueto animata da un grande amore per l’umanità da rinunciare a brevettare il suo metodo di ricerca del radio. Le righe che seguono sono l’introduzione di Mario Cattafesta all’edizione del 1973.

«Uno scienziato nel suo laboratorio non è soltanto un tecnico, ma anche un fanciullo posto in faccia ai fenomeni naturali che l’impressionano come una fiaba.» Queste parole che Marie Curie pronunciò in un congresso a Madrid un anno prima di morire possono bene essere scelte come il suo motto. Perché la donna di cui il presente libro narra la storia si avvicinò alla scienza dapprima con pudica timidezza e poi con disinvolta padronanza, ma sempre con lo stesso fresco entusiasmo che il trepidante amore della scoperta alimentò fino in fondo.

Fu, in ogni caso, ben degna del duplice Premio Nobel, del quale fu insignita prima nel 1904 per la fisica insieme col marito e poi, da sola, nel 1911, per la chimica. Pochi esseri al pari di lei seppero lottare con tanta tetragona volontà contro circostanze avverse, incomprensioni, insuccessi, difficoltà d’ogni genere. Dei due secoli a cavallo dei quali visse i suoi intensissimi sessantasei anni (Varsavia, 7 novembre 1867 – Parigi 1934) ella assorbì in eguale misura le caratteristiche: da un lato la purezza d’ideali, l’amore per la libertà, il patriottismo; dall’altro la propensione per i concreti temi d’indagine, il lucido geometrismo intellettuale, l’aderenza agli interessi più vivi della società.

Paola Giannò

In alto: Elaborazione grafica di Erna Corsi foto di analogicus

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