Donnaridens: Amélie Nothomb e l’ironia malinconica de Il libro delle sorelle

Amélie Nothomb
Una storia di complicità profonda e di sostegno necessario; l’autrice belga racconta una coppia di sorelle sole contro il resto del mondo.

Probabilmente una recensione ben fatta non dovrebbe contenere niente di personale. Tuttavia, fin dalla nascita di questa rubrica, sapevo che prima o poi sarebbe arrivato il momento di scrivere di colei che incarna l’ironia intelligente nella narrativa odierna: Amélie Nothomb. Avrei potuto affrontare la questione in due modi.

Il primo, forse il più completo, sarebbe stato quello di svolgere una carrellata dei successi dell’autrice belga dalle origini – Igiene dell’assassino, che l’ha resa celebre poco più che ventenne – fino all’ultima opera – Il libro delle sorelle (Voland, 2023). Un lavoro del genere avrebbe presupposto un’analisi dettagliata delle varie forme letterarie – dal romanzo al teatro – e sfumature – dal sarcasmo all’umorismo – con cui Nothomb declina la sua vena ironica. Impegno che meriterebbe come minimo una tesi di laurea (a meno che non sia stata già fatta) e che non troverebbe spazio adeguato in una rubrica mensile.

Il secondo, quello che ho scelto, è di partire dalla fine. Che, come spesso succede, contiene molto di ciò che la precede. Amélie Nothomb parla spesso del rapporto di profondo affetto che la lega alla sorella Juliette. Anche in questo romanzo, Il libro delle sorelle, racconta una relazione altrettanto stretta, quella tra Tristane e Laetitia. Nomi scelti non a caso per due sorelle, l’una scialba e l’altra scintillante, figlie di una coppia che avrebbe fatto meglio a vivere il trasporto della propria passione in solitaria, senza coinvolgere una progenie a cui non ha mai dato la giusta considerazione. Dopo aver incontrato il futuro marito Florent, Nora infatti «seppe subito che [nella sua vita] non ci sarebbero stati altri amori né altri eventi. Non le succedeva mai niente».

Amélie Nothomb - il libro delle sorelleAmélie Nothomb si riferisce al sentimento dell’amore, dell’affetto, al desiderio di curare e accudire qualcuno in generale. «Nel cast di questo film era stata presa un’attrice di troppo. La storia prevedeva solo due personaggi, i due giovani primi attori» scrive Nothomb. Nella coppia Florent-Nora dunque non c’è spazio per nessun altro. Né per la figlia primogenita, Tristane, che impara da subito a rendersi invisibile, meno fastidiosa possibile – la paura di disturbare è il suo complesso – né per la secondogenita Laetitia, generata a uso esclusivo della sorella, in modo che abbia qualcuno con cui giocare. Tra le due si instaura necessariamente un rapporto di complicità totale, tratteggiata dalla Nothomb attraverso le immagini delicate di una fanciullezza idilliaca e quelle più forti,  talvolta drammatiche, dell’età giovanile e poi adulta.

Il quadro familiare è ravvivato da alcune figure vivaci, come quella della zia Bobette che, come spesso accade, ha la funzione di fool familiare. Bobette «a ventidue anni, aveva quattro figli. Se qualcuno le chiedeva con chi li aveva avuti, lei gli dava subito del fascista» scrive Nothomb. Il fatto di essere una zia scoppiante purtroppo però non redime neanche lei dalla condizione di madre distratta.

Nel libro tornano i temi cari alla Nothomb: dalla musica rock, grande passione dell’autrice belga, ai disturbi alimentari, problema che non ha mai nascosto averla toccata in prima persona. Torna anche l’ironia, ma velata di malinconica rassegnazione. «[Al nido] non era tutto perfetto, non c’erano la mamma e il papà. Ma anche a casa la mamma e il papà non c’erano poi tanto» scrive raccontando l’infanzia di Tristane.

Con questo romanzo breve, quasi una novella, non ritroviamo l’umorismo mordace di testi come Stupore e tremori, ma temi importanti sono tratteggiati con tocco lieve, nostalgico, con un sorriso disincantato che si accende al pensiero di avere comunque, a dispetto di tutto e tutti, qualcuno al proprio fianco: un dono per sempre, una cara, amatissima, sorella.

Silvia Roncucci

Foto in alto: Amélie Nothomb da www.lesoir.be

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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