“La casa dei nuovi inizi”, torna in libreria Manuela Chiarottino

Manuela Chiarottino
La protagonista del romanzo dell’autrice torinese è una ragazza piegata dalla vita, disillusa e alla ricerca di un senso più profondo.

Dopo i successi letterari che le sono valsi premi come il concorso Verbania for Women e il Premio nazionale di letteratura per l’infanzia Fondazione Marazza, il nome di Manuela Chiarottino si lega a una nuova uscita editoriale.

I lettori e le lettrici potranno infatti trovarla in libreria con il suo ultimo romanzo, La casa dei nuovi inizi (edito da More Stories), la storia di un incontro che rivoluziona la vita spezzata, ferita dal destino, della protagonista Alisya. Una storia pensata per toccare l’anima e porre domande irrisolte il cui impatto trascende la trama, parlando al sé più intimo di ognuno di noi.

Manuela, come nasce l’idea de La casa dei nuovi inizi?

«Nasce da domande che ho posto a me stessa e che poi ho voluto porre alle lettrici, come quanto sia difficile perdonare e soprattutto perdonarsi, se tutti noi abbiamo, o meritiamo, la possibilità di un nuovo inizio.»

Nel suo nuovo libro, Alisya è una ragazza piegata dalla vita, disillusa e alla ricerca di un senso più profondo. Quali sono le esperienze che l’hanno segnata?

«Il bello di questo personaggio è proprio che si scopre poco per volta, si conosceranno aspetti di lei che potranno farci cambiare opinione più volte sul suo conto. Non posso svelare di più.»

manuela chiarottinoUn personaggio contribuisce a cambiarle la vita, dopo un incontro inaspettato. Come si genera, in lei, un cambio di prospettiva?

«Alisya è una persona che per certi aspetti si è data per vinta, più che apparire cerca di mimetizzarsi. Lei fa molto per gli altri ma nulla per se stessa. Quando qualcuno non solo la vedrà, ma vedrà parti di lei che cercava di nascondere fino quasi a dimenticarsene, qualcosa in lei cambierà. Ma sarà solo l’inizio.»

Un segreto da conservare mette a rischio la forza dell’amore. Come reagire, di fronte a un sentimento in apparenza senza futuro?

«I segreti possono diventare dei macigni. Quando tutto viene svelato il primo istinto può essere fuggire, ma la verità è che l’unico modo per liberarsi di quel peso è affrontarlo. E affrontare prima di tutto se stessi.»

Quanto c’è di autobiografico nel suo libro?

«In questo caso non c’è molto, al di là che tutti noi abbiamo zone di luce e zone d’ombra come i due protagonisti, e che io credo nella possibilità di avere un nuovo inizio, naturalmente se si è raggiunta la giusta consapevolezza. Nei personaggi minori ho sparso anche alcune cose che amo: c’è Arnold con la sua serra piena di fiori, la gattara che ama leggere, il mare, che io amo tanto e che qui ha un significato particolare: il mare calmo come ambiente sereno e il mare in tempesta e minaccioso, anche qui luce e ombra.»

Francesca Ghezzani

Foto in alto: Manuela Chiarottino

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