Pillole di Femminile – Storie piccole che raccontano un mondo grande #24

Una ragazza di una serie tv si chiede perché non può essere libera come i ragazzi, una domanda che va oltre la finzione televisiva.

Pillole di femminile, la rubrica per riflettere su alcuni piccoli grandi temi legati alla vita di tutti i giorni.

Sam e Josh sono due tipici adolescenti americani che, un bel mattino, hanno deciso di saltare la scuola per stare insieme. Vanno a casa di Josh; dopo un po’ di tentennamenti, decidono di fare l’amore per la prima volta. Josh affronta qualche disavventura da novizio e, quando scopre che Sam non è vergine, ci rimane male. Fa finta di niente e sminuisce, ma il disappunto è palpabile. Sam, che già sta affrontando un momento emotivo molto conflittuale, in lotta perenne con le apparenze, le aspettative e le esigenze altrui da dover mantenere, si lancia in uno sfogo a cuore aperto.

Josh: «Ti amo. Te lo giuro.»

Sam: «Tu… tu non mi conosci abbastanza per dire che mi ami.»

Josh: «Scusa un momento, tu stai piangendo?»

Sam: «No, soltanto tutti si sono fatti la loro idea sul mio conto, ma nessuno mi conosce bene. Insomma mi vogliono con un fascio di rose sopra al carro dei festeggiati. Delle rose.»

Josh: «Cos’è che non va con le rose?»

Sam: «Una reginetta del ballo con le rose? La mia fascia direbbe #èovvio.»

Josh: «Ma essere la reginetta del ballo è un privilegio, perché ti dà così fastidio?»

Sam: «Ho avuto il titolo solo per quello stupido video.»

Josh: «Tutti adorano il tuo video.»

Sam: «Ma non hai letto i commenti? Un certo LoboLover ha scritto: “Scommetto che Sam Dean è convinta che il suo accento sia irresistibile, ma in realtà lei parla come il figlio dello scandalo di Arya Stark”. User 5318008 ha scritto: “A me piace il suo video, l’unica cosa che manca sono le tette perché non le ha affatto”.»

Josh: «Sono soltanto haters e trolls. Tutti dovevano vedere quanto sei fantastica.»

Sam: «Ma quella non sono io, Josh. È solo la parte migliore di me col giusto sottofondo musicale. Quanto vorrei che non lo avessi pubblicato.»

Josh: «Con quali fiori sostituiresti le rose?»

Sam: «Con i girasoli. I girasoli sono fiori polimorfi, possono essere più di una cosa per volta. Si usano in cucina, in medicina e sanno assorbire metalli pesanti e radiazioni. Noi due, tu e io dolce Josh, dobbiamo essere dei girasoli. Questo è il momento in cui dovremmo sperimentare, scoprire chi siamo davvero, ma come posso farlo se io sono terrorizzata che qualche stronzo là fuori posti un commento che mi faccia a pezzi il cuore. Io dovrei essere libera di farmi chi voglio quando voglio senza essere giudicata sempre. Prima di oggi tu pensavi che fossi vergine, e ora cosa sono? La bicicletta del vicinato, la regina Ginevra, la sgualdrinella di Avalon. Perché tu sei considerato da tutti uno stallone se scopi con me e io invece sono una fotti e getta se faccio sesso con qualcun altro? Tu desideri una signorina perfettina, una donna tenera, una bambola gonfiabile che faccia tutte quelle cosacce che piacciono tanto a te. Beh indovina un po’, Wheeler? Io potrei voler essere poliamorosa. Potrei volermi godere una cosa a tre, o essere asessuale o demi o ginesessuale. Ma i superati e logori appellativi come vergine e troia sono stati creati dagli uomini per mettere le donne in una scatola delle Barbie con un marchio identificativo. Beh, io non sono la regina. Io non sono una regina. Io non sono una regina, né una regina né una gran vacca né la santarella che tutti ritengono che io sia sui social, hai capito? Io sono una ragazza. Non conosco ancora la mia personalità.»

Josh: «Io so chi sei tu.»

Sam: «Sentiamo, chi sono?»

Josh: «Tu sei Sam Dean.»

Sam e Josh sono personaggi immaginari della serie Daybreak, uscita su Netflix nel 2019, ma potremmo prendere l’intero sentire di Sam e trasportarlo in qualsiasi continente, epoca o mondo reale. Perché alle donne è richiesto (se non imposto) di attenersi a schemi di comportamento dettati dagli uomini? Perché non possono godere della stessa libertà sessuale? Sam è schiacciata dalla pressione sociale e, come Sam, direi la quasi totalità delle donne del mondo. La lotta alla parità di genere si batte anche per questo, ma è fondamentale che certe ristrette mentalità maschili si emancipino.

Serena Pisaneschi

Foto in altro: di Kellepics su Pixabay e Matthias Cooper

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