“La versione di Eva” Iaia Caputo racconta Eva Perón: femminile plurale

Iaia Caputo
Alla Feltrinelli di Verona incontro con l’autrice per l’uscita del suo nuovo libro dedicato a questa grande icona femminile.

Martedì 31 maggio 2022, alle 18, a la Feltrinelli di Verona, Iaia Caputo presenta il suo ultimo libro La versione di Eva (Mondadori). Eva Perón è stata donna contraddittoria e plurale e poteva essere raccontata solo da una molteplicità di voci, ciascuna delle quali in questo volume ha descritto la “sua” Evita, per provare a ricomporre la complessità di questa straordinaria figura femminile. Ecco quindi che a settant’anni dalla scomparsa (1952-2022) di questa donna oltre il consueto, Caputo ci restituisce una visione collettiva di questa grande icona femminile del ‘900. Attrice, politica, sindacalista e filantropa, Eva Perón ha commosso da sempre la fantasia popolare dell’intero mondo dal secondo dopoguerra a oggi.

iaia caputo - la versione di eva«L’ho incontrata a Buenos Aires, la prima volta. Doveva essere il ’90 o il ’91. Era morta da quasi quarant’anni ma era ovunque, era una presenza. Ed era viva. Non solo nell’immaginario argentino, di più, nell’anima stessa di quel paese, un paese di immigrati, di orfani, di meticci che in Evita, la “bastarda”, la paria, senza padre né istruzione, enfatica e sentimentale, trovò la Madre. Lontana, perduta, come una Patria» spiega Iaia Caputo. «Da allora Eva Perón è diventata un’ossessione ingovernabile. Un personaggio la cui cifra era la dismisura. Dell’amore e dell’odio. Ma io non volevo amarla, neppure odiarla. Però l’oggettività, presunta, va lasciata alle biografie, mentre i romanzi sono per loro natura infedeli, parziali e partigiani. Necessitano di un punto di vista. Qual era il mio? Ed era poi possibile averne una su una donna che è stata animale politico, trascinatrice di folle, protettrice dei descamisados, nemica dell’oligarchia e, insieme, autoritaria, violenta, ignorante, la nemica anche di ogni opposizione: degli intellettuali, della stampa non allineata, dei socialisti? Generosa e vendicativa, scaltra e disarmata, icona dei montoneros e icona pop, egocentrica e oblativa? Ho impiegato quasi dieci anni a perderla e a ritrovarla prima di capire l’unica verità possibile. Evita è stata un’invenzione straordinaria di sé stessa».

Iaia Caputo (1960) è nata a Napoli e vive a Milano. Giornalista, scrittrice, editor ha tenuto la rubrica di libri per Marie Claire e per Flair dal 2001. Ha scritto per Il Diario e attualmente per D di Repubblica. Ha pubblicato i saggi Conversazioni di fine secolo (La Tartaruga, 1995), Mai devi dire. Indagine sull’incesto (Corbaccio, 1996), Di cosa parlano le donne quando parlano d’amore (Corbaccio, 2001) e il romanzo Dimmi ancora una parola (Guanda, 2006). Per Feltrinelli ha pubblicato Le donne non invecchiano mai (2009), Il silenzio degli uomini (2012), Era mia madre (2016) e Il gusto di una vita (Enrico Damiani Editore, 2020). Insegna Scrittura Creativa e Scrittura Autobiografica a Milano, alla scuola Holden di Torino e tiene corsi annuali e workshop in diverse città. È tra le fondatrici di Di Nuovo, movimento di opinione femminile, promotore di diverse iniziative volte alla difesa della dignità femminile.

Cinzia Inguanta

Foto in alto: Iaia Caputo

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