Le gondoliere: vere “figlie d’arte” navigano i canali di Venezia

Giorgia Boscolo - gondoliere -gondoliera
Tabù che s’infrangono: sono quattro le donne che, imbracciando il remo, con orgoglio portano avanti la tradizione di famiglia.

Il 27 aprile 2022 Gioia Monti, autentica “figlia d’arte”, diventa la quarta gondoliera donna e corona il suo sogno, trasformando in realtà professionale il desiderio di una bambina. Prima di lei, sono state giudicate idonee Giorgia Boscolo, che nel 2010 diventa la prima gondoliera rompendo un monopolio da sempre maschile, e Sara Pilla e Aurora Pelliciolli.

Scrivo giudicate idonee perché il percorso per intraprendere questa professione è tutt’altro che semplice. Una volta si poteva diventare gondolieri solo se il proprio padre lo era, portando avanti così la tradizione di famiglia. Per chi invece non era “figlio d’arte” era necessario un lungo periodo di apprendistato con un maestro gondoliere senza figli maschi o con i figli a cui non interessava continuare il mestiere, subentrando dopo la sua morte e solo dopo aver superato il famoso esame “prova del remo”. A quel punto il gondoliere poteva iniziare a praticare la professione ma solo alla periferia della città e doveva dare parte del suo guadagno alla vedova del suo maestro fino a che non avesse ripagato la gondola. Con il tempo avrebbe poi potuto spostarsi nei canali storici della città di Venezia.

Anche oggi diventare gondolieri non è facile: è necessario avere diciotto anni, frequentare una scuola specifica, conoscere bene una seconda lingua, l’arte e la storia veneziane, essere un bravo vogatore e nuotatore con brevetto di soccorso. In seguito, si deve partecipare a uno stage presso un gondoliere professionista della durata che varia da sei a dodici mesi e, a stage concluso, è indispensabile superare l’esame pratico alla presenza di cinque giudici gondolieri.  Una volta ottenuta la licenza, un gondoliere prende la posizione di “sostituto”, cioè deve essere disponibile a dare il cambio ai colleghi con licenza; fino a quando il gondoliere è sostituto può scegliere con chi lavorare e in quale parte della città. Dopo aver acquisito esperienza professionale è possibile richiedere la licenza per ottenere un “posto fisso” in una determinata area di lavoro nella città.

Per Boscolo, Monti, Pelliciolli e Pilla essere gondoliere significa coronare una grande passione e portare avanti una lunga tradizione di famiglia, cosa che nei secoli passati non sarebbe potuta accadere. Per tutte le donne, però, è un altro tassello importante verso la parità di genere in professioni ritenute esclusive per gli uomini. Concludo riportando una frase che mi ha colpito e che riassume il mio pensiero: «Ai tempi dei dogi le damigelle erano riempite di regali, vesti e profumi per allietare i nobili cittadini, ma oggi i dogi non ci sono più e di quell’epoca sono rimaste solo le gondole.»

Debora Menichetti

In alto: Giorgia Boscolo prima gondoliera, foto da Instagram

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