Flashback – In taxi nel passato: comprendere l’importanza del femminismo

Flashback – In taxi nel passato
Le giovani generazioni di donne spesso non si rendono conto che i diritti di cui godono hanno avuto un prezzo molto alto.

Uscito sulla piattaforma Amazon Prime il 4 febbraio, Flashback – In taxi nel passato è una commedia godibile, divertente e, direi, di sottile denuncia. La storia è quella di Charlie, avvocata capacissima ma cinica ed egoista, che si troverà a intraprendere un viaggio nel passato per comprendere appieno le lotte delle donne per il raggiungimento della parità dei diritti (lotte che, come sappiamo, sono ancora in itinere). Una sorta di punizione karmica che le cade addosso per mezzo di un tassista “magico”, il quale non esiterà a lasciarla a spasso nel tempo fino a quando non avrà capito il vero significato di quel viaggio.

Protagonista di Flashback, nonché regista, è Caroline Vigneaux. La sua interpretazione è brillante e appassionata, tra un sorriso e una consapevolezza fa crescere Charlie fino a fare nascere in lei una coscienza sociale della quale sembrava quasi priva. Avventura dopo avventura, attraverso diverse epoche storiche e altrettante vicissitudini, la figura femminile è messa in luce per la condizione di disuguaglianza sociale nella quale vive e Charlie, salto dopo salto, comincia a capire l’importanza sia della lotta che della sorellanza.

Nel suo cammino incontrerà eroine che hanno fatto la storia del femminismo, da Giovanna D’Arco a George Sand, da Marie Curie alle suffragette. Nata in un’epoca moderna, e perciò abbastanza inconsapevole, vedrà con i propri occhi cosa hanno sopportato le donne prima di lei, quale impotenza le affliggeva, come non godessero di alcuna considerazione se non quella puramente mercenaria della riproduzione. Vedrà, per esempio, come appena sessant’anni fa le donne non potessero nemmeno aprire un conto in banca o attingere dal conto familiare senza il permesso del marito o ancora come l’avvento del voto alle donne fosse ritenuto un’indecenza. I temi dell’aborto e della violenza sessuale hanno un peso importante nella trama; splendida e ancora terribilmente attuale l’arringa dell’avvocata in un processo del 1972 a cui assiste Charlie insieme a Simone de Beauvoir.

Al motto di «chi dimentica il passato è condannato a riviverlo», massima di Winston Churchill ripetuta più volte nel film, Charlie si renderà conto di quanto è stato fatto e di quanto sia costato, anche in termini di vite umane, raggiungerlo. Si renderà conto al contempo della forza delle donne del passato, anche del proprio passato, e di quanto sia necessaria ancora oggi. Capirà che le libertà di cui gode lei, e che sono costantemente in bilico, non sono ancora abbastanza e che è necessario combattere ogni giorno, in ogni luogo e contesto, con qualsiasi mezzo. Il viaggio attraverso le epoche non è stato altro che un viaggio attraverso la storia del femminismo e lei, come tutte le donne del mondo, è parte vitale di quel viaggio.

C’è una frase bellissima che chiude Flashback, una citazione di Simone de Beauvoir da Il secondo sesso: «Non si nasce donna, lo si diventa», dove per donne penso s’intenda la collettività femminile, la sorellanza, anche il sentimento stesso di essere donna. Questa citazione viene corretta a penna rossa e si trasforma così: «Non si nasce femministe, lo si diventa.» A mio giudizio una chicca splendida, un finale che racconta perfettamente l’esperienza di Charlie e chiude il cerchio con la citazione di Churchill. Occorre conoscere la storia intera della lotta alla parità dei diritti per non permettere a nessuno di imporci passi indietro, continuando ad avanzare nell’unica direzione possibile e giusta: l’uguaglianza completa.

Serena Pisaneschi

Foto in alto: ritaglio dalla locandina del film Flashback – In taxi nel passato

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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