Tra le pagine di “Misurare il vuoto”: il romanzo d’esordio di Caterina Villa

Caterina Villa - misurare il vuoto
Una roulotte al Trasimeno diventa il rifugio intimo in cui tre esistenze ferite cercano di affrontare e ricucire i propri vuoti.

Sulle sponde del lago Trasimeno, in un’atmosfera sospesa tra realtà e introspezione, si erge una vecchia roulotte di lamiera. Non è un semplice riparo, ma un confessionale laico, un limbo accogliente sollevato su mattoni in cui anime stanche, ferite o smarrite cercano una tana temporanea dal peso del mondo. Ê questoil fulcro attorno al quale si intrecciano le esistenze in Misurare il vuoto, il romanzo d’esordio di Caterina Villa pubblicato da Lindau.

Voci corali tra rimpianti, paure e segreti

Il libro costruisce una narrazione corale vibrante e delicata, dando voce a personaggi segnati da vulnerabilità autentiche. Da un lato troviamo Nicola, l’anziano custode malato e prigioniero del rimpianto per un amore d’infanzia. Accanto a lui c’è Ofelia, una donna oppressa dalla memoria ingombrante della madre scomparsa. A loro si unisce Simone, un ragazzo travolto da una relazione tossica e dal dolore che porta addosso. Infine, affiora la misteriosa figura firmata T., la cui presenza si rivela attraverso inquietanti messaggi lasciati nella roulotte.

misurare il vuotoLa minaccia di sgombero e il viaggio interiore

Quando una minaccia d’ordinanza comunale rischia di rimuovere la roulotte come struttura abusiva, le traiettorie dei protagonisti si incrociano in modo inevitabile. La necessità di ritrovare il proprietario si trasforma per ciascuno in un viaggio interiore alla ricerca di una verità personale, costringendoli ad affrontare i nodi irrisolti del proprio passato.

Una scrittura sensoriale verso la rinascita

Caterina Villa mostra grande attenzione alle sfumature dei sentimenti. La sua scrittura restituisce una spiccata percezione sensoriale dei luoghi. Così, con questo libro firma un’opera prima di estrema delicatezza. L’autrice esplora le fragilità umane e il valore della memoria. Allo stesso tempo, racconta il coraggio di attraversare la sofferenza per giungere alla rinascita. In definitiva,  Misurare il vuoto è un invito all’ascolto di sé e degli altri. Dimostra come nei luoghi più marginali possano germogliare inaspettati legami di empatia e salvezza.

L’autrice

Caterina Villa è nata ad Assisi nel 1988 ed è cresciuta a Perugia. Vive a Roma e lavora come giornalista televisiva per la RAI. Ha pubblicato racconti su antologie e numerose riviste letterarie. Misurare il vuoto (Lindau, 2026) è il suo romanzo d’esordio

Cinzia Inguanta

Foto in alto: Caterina Villa da autitorium.com

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