Marina Zucchelli racconta la storia delle balie e delle madri del Novecento attraverso i legami che superano le convenzioni.
Marina Zucchelli ha pubblicato nel gennaio di quest’anno il suo romanzo d’esordio Latte (Rizzoli, 2026). L’idea di questa storia nasce da un’intervista realizzata per Rai 3 a Iva Lattavo, una balia della Ciociaria, terra nativa anche dell’autrice. Un mestiere antico e riconosciuto da tempo immemore che oggi si è perduto nel cambio delle consuetudini e nella presa di coscienza di una genitorialità più piena.

Olimpia è una donna borghese e istruita che diviene moglie e poi madre per assecondare le convenzioni ancora ben radicate nel 1959. Allattare allora era considerata un’attività non consona alle donne di buona famiglia. Appare così nella sua vita Ada, una balia ciociara. Una donna della sua stessa età che come lei ha da poco partorito ma che si perenderà cura del figlio di un’estranea per sfamare i suoi. Ada è stata scelta fra molte altre, come a un mercato del bestiame. Olimpia in fondo al cuore percepisce questa profonda disparità e in parte se ne vergogna. Con il passare dei mesi, sotto lo sguardo attento della governante Carolina, l’iniziale freddezza fra le due donne diviene una sorellanza intensa e inattesa.
Alla loro storia si sovrappone quella di Pietro, un bambino abbandonato al brefotrofio di Roma durante il Ventennio fascista da una madre riluttante a lasciarlo ma consapevole di non poterlo tenere con sé.
La narrazione essenziale di Marina Zucchelli restituisce tutta l’intensità delle emozioni dei protagonisti di una storia densa di significati. In Latte la maternità è imperfetta e non ha una sola faccia; si fa necessità e rinuncia ma anche gioia, comprensione e grande opportunità di crescita personale attraverso l’interazione con chi è distante, non solo geograficamente. La storia delle balie del Novecento è un capitolo importante per comprendere il tessuto sociale del nostro Paese e per interrogarsi su che cosa sia davvero una famiglia. Ieri come oggi.
Erna Corsi
Foto in alto: Marina Zucchelli – di iodonna.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA

