Vita in campagna. Appunti di viaggio di una cittadina in trasferta #26

Non fa molto rumore, ma si fa sentire in ogni cosa con la sua nuova luce, i colori e l’aria più leggera: Primavera è nell’aria!

C’è un momento speciale durante l’anno, un momento speciale per la natura: il suo risveglio. La primavera non ha un tempo preciso, non ha una data sul calendario, non si può prevedere, non si possono celebrare riti propiziatori… l’unica cosa che si può fare è lasciarsi trascinare quando arriva e assaporarlo totalmente.

Comincia lentamente tra febbraio e marzo con i primi germogli sui rami, le primule, qualche margherita, il cinguettare degli uccelli il mattino presto. Arriva anche qualche insetto, cimici a parte che invece sono ormai diventate una compagnia quotidiana per tutto l’arco dell’anno.

E poi un giorno accade ‘quel momento’, ti avvolge e ti travolge in pochi istanti. Lo percepisci nell’aria che non è pungente come la mattina precedente. È più leggera, quasi frizzante e profumata grazie a ciuffi di violette che emanano la loro inebriante essenza. Lo senti nel canto più gioioso degli uccelli che si chiamano e giocano a rincorrersi.

Lo vedi nel giallo dei narcisi che fino a ieri erano chiusi e sono sbocciati tutti insieme, come se si fossero dati appuntamento, sui prati che in una notte si sono tappezzati di non ti scordar di me e margherite.  E nei colori delle prime farfalle. Lo vedi nell’azzurro limpido del cielo, nell’agitazione dei gatti che abbandonano i cesti vicini alla caldaia, in cui solitamente sonnecchiano, e  saltellano tra fiori e cespugli guardando con una certa golosità tutto quel ben di dio che gli volteggia intorno.

E lo tocchi accarezzando quei petali di sole, mettendo le mani nella terra umida che ti chiama e ti chiede di togliere le foglie secche che ha lasciato la tramontana perché sotto c’è tanta nuova vita che sta spuntando e ha voglia di luce e di sole.

E’ un momento emozionante, carico di vitalità e di gioia contagiosa. Quest’anno è arrivato un po’ prima del solito, decisamente inatteso, ma come ogni anno non ho potuto fare a meno di intonare una vecchia canzone di Marina Rei:
Respiriamo l’aria e viviamo aspettando primavera
Siamo come fiori prima di vedere il sole a primavera…

Accade così. Non è illusione, non è magia, è l’annuncio di un nuovo inizio e da quel momento tutto cambia. Anche la luce è diversa. E cambiano le giornate, non solo perché si allungano, ma perché i lavori in casa subiscono un gran rallentamento e il tempo ai fornelli subisce una drastica riduzione, perché si ha solo voglia di stare all’aperto.

Verso sera la temperatura scende e si sa che ci saranno altre giornate nuvolose o piovose, ma il fermento del cambiamento resta.  Lo strascico dell’inverno può essere lungo. C’è solo da augurarsi che non arrivino gelate notturne, anche se sono pronta a ridistribuire le foglie secche per proteggere le gemme e i butti, se ce ne fosse bisogno.

Qui e ora, però, mi tengo stretta la bellezza di quello che anche quest’anno ho vissuto.

Mi rendo perfettamente conto del mio privilegio di vivere in campagna e di sentire pienamente i cambiamenti delle stagioni. Ma anche quando ero in città ero molto attenta ai segnali che la natura mi mandava. Basterebbe imporsi una volta al giorno di rallentare i ritmi delle giornate frenetiche e fare più attenzione a quello che abbiamo intorno per scorgere meraviglie anche in città, tra i palazzi e il traffico.

E quando si inizia non se ne può più fare a meno perché i benefici si fanno sentire molto presto.

Ho sempre creduto nel potere salvifico della bellezza. La bellezza riempie di gioia… la bellezza salverà il mondo, diceva  Dostoevskij, e quanto bisogno di bellezza abbiamo nel periodo che stiamo vivendo. La natura ne è piena, ovunque, nonostante il cemento, il frastuono e lo smog.

Quanto abbiamo amato Hirayama, il protagonista di Perfect day: i suoi rituali, la sua cura per ogni cosa, la sua ricerca di armonia, lo sguardo con un sorriso rivolto al cielo appena fuori dalla porta di casa, nonostante il suo lavoro umilissimo a Tokyo. Si può fare, basta iniziare. E diventa una sorprendente e benefica dipendenza. Buon risveglio!

Serena Betti

Foto di Serena Betti: le forme della primavera di vita in campagna

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