Care ragazze, un libro per ricordare che i diritti delle donne vanno difesi

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I diritti non sono dati per “natura”, ma sono il frutto di impegno e lotta di donne di diverse generazioni. E si possono perdere.

Qualche giorno fa, cercando un romanzo a casa di mia figlia, mi è capitato fra le mani Care ragazze, un piccolo  libro che regalai a lei e a mia nipote nel 2011. Lo avevo scovato in libreria e mi sembrava un regalo di Natale perfetto per due ragazze da poco maggiorenni.

Il testo è stato scritto da Vittoria Franco, pubblicato nel 2010 da Donzelli Editore. La Franco è ricercatrice di Storia della Filosofia alla Scuola Normale Superiore di Pisa. È stata anche Senatrice della Repubblica Italiana dal 2001 al 2013. Da alcuni mesi, infine, è tornata a presiedere l’Istituto Gramsci di Firenze, incarico che ricopre trent’anni dopo la sua prima esperienza.

Il Care ragazze è esplicitamente dedicato a tutte le sue studentǝ e alle ragazze incontrate nelle sue conferenze o nei corsi di formazione. Questo perché riteneva necessario recuperare il senso di una cultura femminile che produce talento e coscienza critica. Ed è un invito, ancora attuale, a pensare bene al proprio essere donne, a difendere la dignità che gli eventi di quegli anni avevano attaccato. Le cronache politiche di quel periodo, infatti, portavano alla ribalta, sempre più spesso, casi di mortificazione delle donne, e chi li attuava usava il corpo femminile come merce di scambio, come ricompensa.

Un capitolo è dedicato alla donne che hanno iniziato il cammino di parità: Olympe de Gouges, Mary Wollstonecraft, Harriet Taylor. I diritti di cui le donne godono oggi, sono il frutto di conquiste che si sono ottenute in molti anni, decenni, secoli. Come sappiamo bene, queste conquiste possono essere perse, perché sono ancora molti gli ostacoli che impediscono il raggiungimento “democrazia paritaria”.

care ragazzeIl libro si distingue per essere esaustivo e per il suo linguaggio semplice e diretto. Come spiega la stessa autrice, il testo è un promemoria e offre una necessaria e rapida ricostruzione di ciò che è stato finora acquisito in termini di diritti e conquiste femminili. La cronologia parte dal 1946, con la prima partecipazione delle donne al voto e si ferma al 2009, l’anno precedente alla pubblicazione del libro.

L’autrice ha indicato alcune leggi secondo lei necessarie, che sarebbe stato importante realizzare. Tra quelle a cui fa riferimento, alcune sono state realizzate: per esempio, il Parlamento italiano ha approvato la riduzione del tempo tra separazione e divorzio, che è entrata in vigore nel 2015. Inoltre, il Parlamento ha introdotto nel 2022 la possibilità di trasmettere ai figli anche il cognome materno. Nello stesso anno, lo Stato ha reso obbligatorio il congedo paterno. È stato un passo importante, ma è indubbio che questa legge non risponde  appieno alle reali esigenze della coppia e soprattutto delle donne lavoratrici. Molto interessante a questo proposito è la ricerca pubblicata recentemente da Save the Children da cui si evince che, a distanza di tre anni dall’entrata in vigore di questa norma, molti sono i padri che se ne sono avvalsi, ma il 35%  ancora non ne usufruisce.

C’è  molta strada da fare, soprattutto in questo periodo storico, e questo piccolo libro è un prezioso strumento per proseguire il nostro cammino e fare passi decisivi per una reale parità e una cooperazione con gli uomini nella costruzione di una democrazia effettiva.

Serena Betti

Foto in alto: Vittoria Franco – Wikipedia

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