Il racconto di un luogo che diviene comunità e di un gruppo di donne che insieme creano una rete potente contro la violenza.
Ascolta i fiori dimenticati è una miniserie australiana del 2023 disponibile su Prime. Diretta da Glendyn Ivin e scritta da Sarah Lambert è tratta dal libro The Lost Flowers of Alice Hart di Holly Ringland.
Il tema trattato è quello della violenza domestica e in senso più ampio della violenza di genere. Quella che sembra una tranquilla famiglia felice si rivela poco a poco come un infinito pozzo di terrore in cui una madre teme per la propria vita e per quella dei figli. Il passato della giovane coppia affonda le radici in una comunità che rinnega e combatte la violenza, ma a volte il buon esempio non basta. Uno dei punti di forza di questa narrazione è proprio questo: ci mostra come sia facile cadere in questo tranello anche quando si conosce bene il meccanismo. Non si è mai salve per sempre, crederlo può portare a nuovi soprusi. Ascolta i fiori dimenticati in pochi episodi ci indica una possibile strada verso la salvezza.
La protagonista
Alice Hart (interpretata da bambina da Alyla Browne) ha solo nove anni quando un evento traumatico la rende orfana. Rimasta sola, si trasferisce a vivere dalla nonna paterna, June (Sigourney Weaver), che lei non ha mai visto prima. Cresce nella tenuta di famiglia, Thornfield, dove altre donne vivono con Alice e June. L’occupazione della piccola comunità è la cura e la coltura dei fiori. In realtà lo scopo principale è però quello di accogliere e proteggere donne vittime di violenza, aiutandole a liberarsi dal dominio del loro aguzzino per potersi creare una nuova vita. Il titolo Ascolta i fiori dimenticati si riferisce infatti a queste persone, che hanno bisogno di aiuto ed attenzione per poter rifiorire.
Alice (Alycia Debnam-Carey), una volta cresciuta, lascia Thornfield per poter essere indipendente. Il passato purtroppo torna a bussare alla sua porta molto presto, insegnandole che non si è mai al sicuro dalla violenza. Scopre così l’importanza di avere un luogo sicuro in cui poter tornare, fatto di accoglienza e persone fidate.
Agnes, la giovane madre di Alice è interpretata da Tilda Cobham-Hervey, il padre Clem da Charlie Vickers; la bibliotecaria, Sally, che ha cercato invano di aiutare Agnes a fuggire dal marito ha il volto di Asher Keddie.
Ci piace perché
Ci piace perché fa male. Colpisce duro, lascia il segno. Fra i vari episodi si alternano in chi guarda lo sgomento, l’incredulità, la rabbia, il rancore e il senso di impotenza.
Ci piace perché è vero. Racconta la violenza e la sopraffazione all’interno di una famiglia normale, di molte famiglie normali. Ci lascia vedere quello che c’è oltre la maschera di chi pensa di poter possedere la vita altrui.
Ci piace anche perché dà speranza. Non ci sono soluzioni facili o porte sul retro da cui fuggire senza voltarsi. La violenza di genere è qualcosa di viscido e strisciante. Si insinua nella vittima tenendola legata al suo carnefice. Ascolta i fiori dimenticati ci mostra come una mano tesa sia l’unica via per uscire dalla violenza. Una rete di donne, di sopravvissute, è il salvagente necessario. La sorellanza è quel legame forte che ci unisce, soprattutto nel pericolo, non lasciamola andare mai: è quella che ci salverà, sempre. Un rimedio così semplice che ha bisogno della forza corale di più persone per funzionare ma che è in grado di sostenere ognuna di noi.
Erna Corsi
Foto in alto: Ascolta i fiori dimenticati, Sigourney Weaver – da today.it
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