La poesia nel dì di domenica: “C’è nel mattino“ di Mariangela Gualtieri

Mariangela Gualtieri
Poeta e scrittrice che con L’incanto fonico ha vinto quest’anno, nel settore poesia, la seconda edizione del Premio Eugenio Scalfari.

Questa domenica ritroviamo Mariangela Gualtieri che lo scorso 13 dicembre, al Teatro Traiano di Civitavecchia, ha ricevuto il Premio Eugenio Scalfari 2023 nel settore poesia, con il suo ultimo libro L’incanto fonico. L’arte di dire la poesia, edito da Einaudi nel 2022.

Mariangela Gualtieri è una delle voci poetiche più amate della scena contemporanea. Assistere a un suo reading è come partecipare a un rito solenne.

«Ho sempre prediletto la forma orale del verso, indagando ancor prima di cominciare a scrivere, ciò che determina il suo incanto fonico, il misterioso sodalizio fra voce e verso, fra respiro e verso, fra verso e silenzio. È nell’oralità che la poesia si fa musica, in quel rito semplice e accurato di qualcuno che la pronuncia e di una piccola comunità provvisoria che la ascolta. Voce che apre, vorrebbe aprire tutti i canali fra i presenti e l’interiorità di ognuno, fra mente e cuore, fra sapienza e intuito, fra intelligenza e abbandono, fra visibile e invisibile. Come fa la musica.» Con queste parole pubblicate da La Repubblica nell’articolo dedicato al Festival della Parola di Parma, la poeta ha presentato Voce che apre, il rito sonoro di cui è autrice insieme a Cesare Ronconi, che si è tenuto nel chiostro della Certosa il 25 agosto scorso.

Oggi è l’ultimo giorno dell’anno e gli auguri nostri e di tutta la redazione de L’Altro femminile, donne oltre il consueto sono racchiusi in questa poesia di Mariangela Gualtieri, tratta dalla raccolta Quando non morivo, edita nel 2019, che, con la grazia che contraddistingue l’autrice, apre al nuovo e alla bellezza degli inizi. Il video, come sempre, è realizzato da Debora Menichetti.

Buon 2024!

Serena Betti

Foto in alto: Mariangela Gualtieri dalla pagina Facebook dell’artista

© RIPRODUZIONE RISERVATA

C’è nel mattino

C’è nel mattino – sarà
per quella luce – una sottile ebbrezza
sarà per la bellezza
degli inizi – quella promessa
che sempre si nasconde
quando s’avvia un nuovo
qualche cosa.
Sarà il bello
di cominciare
con tutta l’energia rappresa
ancora intatta in gocce
tutta sospesa sopra il fare nostro.
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