E poi saremo salvi, in fuga dalla Bosnia fin dentro il cuore di una bambina

E poi saremo salvi alessandra carati

Alessandra Carati con questo romanzo ci restituisce uno spaccato di vita che non siamo abituati a vedere, occupati a raccontarci che va tutto bene.

L’incipit di E poi saremo Salvi di Alessandra Carati, edito da Mondadori e finalista al Premio Strega 2022, è potente e struggente allo stesso tempo. La fuga di un popolo alla ricerca di una salvezza per i propri figli è qualcosa che difficilmente possiamo arrivare a comprendere davvero, rimanendo seduti sul nostro divano. Nel 1992 i bosniaci fuggivano da quella che sarebbe diventata una delle più grandi carneficine del Ventesimo secolo. Gli europei l’hanno coscientemente ignorata per anni rendendola, se possibile, ancora peggiore. Attraversare i confini, anche clandestinamente, per rimanere vivi, era pericoloso e l’esito era sempre incerto. Allora come oggi.

​​«Forse dovevo abituarmi, la nostra vita sarebbe stata sempre così, un salutarsi senza sapere se ci saremmo rivisti.» Alessandra Carati.

Tutto questo vissuto con il cuore di una madre assume colori ancora più cupi, visto con gli occhi della figlia di sei anni lascia segni indelebili. È proprio attraverso il racconto della piccola Aida che raggiungiamo l’Italia, anche noi lettori come clandestini, insieme a loro.
Ma questo libro non è la storia di un popolo in fuga.

Imparare a vivere in una nuova città, un nuovo paese con una lingua diversa, non è facile nemmeno con l’aiuto delle associazioni e dei volontari. La voglia di tornare in patria non permette di mettere radici, lasciando sempre un’idea di qualcosa di precario nella vita della famiglia. La piccola Aida invece inizia ad andare a scuola e con il passare degli anni cresce in una società che diviene gradualmente la sua e a volte si scontra con quella differente dei suoi genitori.
Ma questo non è un libro sull’integrazione.

Nel frattempo nasce Ibro, il fratello di Aida, che stabilisce con lei un legame speciale ma inizia a corrodere quello fra la sorella e i genitori. La famiglia italiana che li ha aiutati e appoggiati non ha figli e si avvicina sempre di più alla bambina che ormai sta crescendo. Un nuovo assetto familiare appare all’orizzonte, con tutte le possibili complicazioni che questo comporta.
Ma questo libro non si occupa di diritto di famiglia.

e poi saremo salvi

Gli anni passano, Aida studia e si laurea, mentre Ibro inizia e abbandona nuove cose in continuazione. Nonostante tutto la famiglia lascia la precarietà e resta in Italia anche dopo la fine della guerra in Bosnia, rimasta dilaniata da nuovi confini che non rispettano il senso di appartenenza delle persone che abitano quelle terre.
Una malattia subdola inizia a manifestarsi all’interno della famiglia. Serpeggia lenta, e accelera in modo impercettibile ma inesorabile. Corrode certezze e svela segreti e fragilità, mettendo a nudo una famiglia che forse non pensava di esserlo stata.
Ma non è nemmeno il racconto di una malattia.

E poi saremo salvi è il racconto di una famiglia come tante, e di come questa può essere unica; è il racconto di come ogni famiglia sia speciale e di come sia necessario aprire gli occhi per riconoscerlo. Alessandra Carati dipinge una storia come tante, speciale come tante, unica come tutte.

Erna Corsi

In alto: ritaglio copertina di E poi saremo salvi

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