Il multitasking delle donne? Una caratteristica nata dall’esigenza

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Da dove nasce la capacità tutta femminile di far fronte alle incombenze della vita quotidiana? Forse può spiegarcelo il collo della giraffa.

È fatto noto che le donne siano in grado di svolgere più compiti contemporaneamente ed è altrettanto noto come questa caratteristica sia evidenziata come qualità. Ma qualcuno si è mai chiesto come mai la donna sia in grado di tali “magie”? Ritengo con fermezza che, per fare un’analisi, sia fondamentale scomodare Charles Darwin. Darwin ci ha insegnato come le specie si siano evolute adattandosi all’ambiente per sopravvivere. Gli avi della giraffa non sono nati con il collo lungo, nel corso di centinaia di anni si sono adattati per poter sopravvivere, per potersi cibare delle foglie sui rami più alti degli alberi. Quindi la loro specie o mutava fisicamente o si sarebbe estinta: che cosa avreste scelto voi?

Lo stesso per le donne: o si adattavano o non sarebbero sopravvissute (psicologicamente). L’esigenza di doversi occupare, da sola, di tutto, l’ha fatta evolvere, il cervello si è adeguato al multitasking semplicemente perché consapevole che non avrebbe potuto contare su nessun’altro. Da sempre l’uomo è quello che lavora e per tutto il resto non c’è mastercard, c’è la donna. Casa, figli, spesa, pulizie, impegni, dottore, sport, parenti, cucina, scuola, commissioni… tutto un insieme di cose che sa tenere a bada dentro e fuori la testa. A chi esprime le tipiche obiezioni maschiliste «eh, ma lei non lavora, quanto sarà mai faticoso» chiederei di fare invertire i ruoli per un mese, credo che cambierebbe idea dopo mezza giornata.

C’è anche da considerare che adesso la maggior parte delle donne lavora, ma i doveri “di casa” non sono diminuiti, anzi! Quindi essere multitasking è sempre più importante per sopravvivere. Preparare la cena e risentire storia, portare fuori il cane e programmare la giornata lavorativa, accompagnare a danza e fare la spesa… Tutte situazioni in cui ogni donna si è trovata e che ha affrontato senza particolari difficoltà perché la natura l’ha predisposta. Stanca, sfibrata, un po’ annientata nella propria individualità anche, ma senza dubbio ferma nel dovere.

Fortunatamente le nuove generazioni di uomini hanno capito che bisogna darsi una mano, che vivere con una donna non vuol dire avere una colf. Anche mettere su famiglia è cosa che si fa in due, e in due bisogna occuparsene. Non sono lontani i tempi in cui i padri non avrebbero mai cambiato un pannolino, basta voltarsi indietro e guardare i nostri genitori, figurarsi crescere i figli. Il loro scopo primario era portare a casa lo stipendio (che poi la moglie amministrava da perfetta economa), tutto il resto era una cosa da “femmine”.

Non so se considerare il multitasking alla stregua di una qualità come può esserlo l’orecchio assoluto, il palato fino o la predisposizione alle arti grafiche. Penso più che sia una caratteristica genetica, come la pelle molto chiara dei nordici o gli occhi allungati degli asiatici: adeguamenti dettati dall’ambiente. Così la donna vive da sempre in un ambiente in cui è costretta a fare tutto da sola, quindi per forza di cose ha dovuto allungare il suo collo fino a poter mangiare le foglie più alte. La speranza che porto nel cuore è quella di vedere anche gli uomini evolvere in questo senso, proprio come genere intendo. Ma perché sia possibile è necessario che le donne restino ferme, addirittura facciano un passo indietro, se vogliono farne altri in avanti.

Spesso capita di farsi carico di tutto perché viene fatto meglio e più velocemente, invece è fondamentale delegare e affidarsi. Capiterà che i risultati non siano eccelsi (nemmeno decenti, in molti casi) ma è proprio in quel momento che non bisogna cedere. Restare immobili ed esigere adattamento all’ambiente, non chiedere aiuto ma arrogarsi il diritto di pretendere. La donna si è evoluta perché ha dovuto, l’uomo va costretto andando contro proprio a quell’evoluzione che fa dire alle donne «posso farcela da sola.» Perché io non ho dubbi che possa farcela, ma a quale prezzo? Quindi cominciamo a educare bambini e bambine in questo senso, lavoriamo per portare in parità i piatti della bilancia e chissà che, fra qualche centinaio di anni, il multitasking non sia più considerata una “qualità femminile” ma sono la normale attitudine alla sopravvivenza.

Serena Pisaneschi

Foto in alto: manifesto “Possiamo farcela!”

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