365GiorniAlFemminile, una realtà importate che aiuta e protegge le donne

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Per sconfiggere la violenza sulle donne occorre agire a livello culturale. Formazione, informazione e sensibilizzazione sono fondamentali.

Il venticinque novembre è la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, ma rischia di rimanere sono un giorno sul calendario se non si fa concretamente qualcosa. L’Associazione di Promozione Sociale 365GiorniAlFemminile lavora per aiutare le donne vittime di violenza, per conoscerla meglio ho intervistato la presidente Giovanna Sottosanti.

L’Associazione di Promozione Sociale 365GiorniAlFemminile, di cui lei è la presidente, è attiva sul territorio pistoiese dal 2004/2005. Ce ne parli un po’.

«L’associazione è nata attraverso un bando d’innovazione del CESVOT del 2003, in cui l’innovazione consisteva proprio nel creare un centro antiviolenza nella provincia di Pistoia, che ne era sprovvista; il progetto è stato finanziato per un anno (sono progetti annuali). Io e altre colleghe, che già ci occupavamo di tratta delle donne, abbiamo seguito corsi di formazione specifici presso la Casa Internazionale delle Donne di Roma allo scopo di creare un centro antiviolenza. Infatti il progetto prevedeva, a conclusione, la nascita di un’associazione, così nel maggio del 2005 si è costituita giuridicamente la 365GiorniAlFemminile. Appena attivata, l’associazione ha subito messo in atto, come servizio principale, il centro antiviolenza Liberetutte

Cosa offre l’associazione?

«Attraverso il centro antiviolenza, l’associazione offre supporto e sostegno a tutte le donne che vi si rivolgono. Si comincia con il centralino, che offre ascolto e accoglienza. La telefonata è gestita in maniera anonima e professionale e ha un duplice scopo: capire il livello di rischio che la donna sta vivendo e farla venire al centro antiviolenza per un primo colloqui vis-a-vis. Da qui si dà il via al sostegno psicologico per l’elaborazione del trauma e alla consulenza legale. Anche al coinvolgimento delle forze dell’ordine e/o del servizio sociale se si rivelasse necessario.»

Il vostro staff è tutto al femminile e deve seguire una formazione speciale, giusto?

«Esatto. È proprio una metodologia dei centri antiviolenza quella di avere consulenti, professioniste o semplici volontarie esclusivamente donne e solo formate a livello specifico. Le avvocate devono essere iscritte al gratuito patrocinio. È importante creare un legame di tipo empatico per poi dare vita a una relazione di fiducia.»

Quando si parla di violenza, spesso ci si figura solo quella fisica. Invece esistono molti altri tipi di violenza, quella economica, quella psicologica… Perché è importante riconoscerla?

«La violenza fisica è chiaramente quella più riconoscibile, ma parte sempre in modo sottile attraverso altre manifestazioni ed è importante individuarle. Poi non sono meno gravi la violenza psicologica, la violenza economica e anche quella sessuale, che non è lo stupro ma, in una coppia, il “senso del dovere” di una donna nei confronti dell’uomo. Queste violenze, purtroppo, sono le meno riconosciute, per questo l’informazione è fondamentale.»

Mettiamo che una donna abbia subito violenza, cosa deve fare per farsi aiutare?

«La cosa più importante è la consapevolezza. La donna deve riconoscere la violenza e decidere autonomamente di rivolgersi ai centri antiviolenza. È capitato che fossimo contattate dall’amica, dalla sorella ecc, poi però all’appuntamento non si è presentato nessuno. Dal momento in cui la donna vittima di violenza ci contatta, inizia un percorso che l’affianca durante tutto il cammino. Dall’assistenza medica e legale, come ho detto poco fa, fino alla ricerca di un lavoro per conquistare un’indipendenza economica. Noi non lavoriamo in modo assistenziale, ma puntiamo alla conquista e al ripristino della propria autonomia.

Per i casi più gravi esistono le Case Rifugio, ce ne parli.

«In situazioni gravissime di violenza può nascere la necessità, in accordo con i servizi sociali, di ospitare la donna in una Casa Rifugio. Ovviamente questi alloggi hanno un indirizzo protetto e le donne non sono mai ospitate nelle case rifugio della loro zona di residenza. Esiste una rete sia toscana che nazionale che collega tutte le Case Rifugio. Va da sé che, come ci occupiamo delle donne, ci prendiamo cura anche dei loro figli. Anche per loro sono a disposizioni molte professioniste.»

Ci sono altri progetti in via di realizzazione?

«Scopo principe, da subito e da sempre, è quello dell’informazione e della formazione. Portiamo avanti ogni tipo di eventi, dal convengo alle cene per raccolta fondi, per comunicare il messaggio che dalla violenza si può e di deve uscire. Poi facciamo formazione in tutte le scuole di ogni ordine e grado, alle figure professionali che sono sul territorio, come assistenti sociali, polizia municipale ecc. sempre con docenti di altissimo livello. Formazione, informazione e sensibilizzazione sono la base per contenere (e speriamo sconfiggere) la violenza sulle donne, poiché si tratta di una questione culturale ed è proprio sulla cultura che dobbiamo intervenire massicciamente.»

Come vi sovvenzionate?

«Riceviamo dei fondi annuali dalla Regione, ma le cifre stanziate vengono poi suddivise tra tutti i centri antiviolenza della Toscana e quindi rappresentano sempre una piccola parte delle nostre finanze. Altre entrate possono arrivare attraverso la vincita di bandi con determinati progetti, ma dall’inizio dalla pandemia non ce ne sono più stati. Sono importanti anche le donazioni di aziende o privati, ma non tutti i territori sono recettivi allo stesso modo. Poi l’autofinanziamento è un’altra parte importante, quindi organizziamo corsi di formazione e serate di informazione, come apericene o simili. C’è anche la possibilità di donare il 5×1000 in sede di denuncia dei redditi e di associarsi con un versamento annuale di cinquanta euro.» (Trovare tutte le informazioni qui

Quali sono i vostri prossimi appuntamenti?

«In occasione della settimana contro la violenza sulle donne abbiamo organizzato alcuni eventi, li potrete trovare sulle nostre pagine facebook e instagram. Intanto vi lascio alcune date:

  • Sabato 20 novembre ore 17:30, sala consiliare in Piazza della Vittoria a Quarrata: Presentazione del libro Per ammazzarti meglio.
  • Domenica 21 novembre ore 17:30, Atelier Comunale Bonauiti a Pistoia: spettacolo teatrale Tutte belle da morire.
  • Lunedì 22 novembre ore 18:00, Sala Walter Iozelli, biblioteca comunale G. Giusti a Monsummano: RE-SISTER… la resistenza delle donne afgane. Relatrice Cristina Cella con il suo libro Sotto un cielo di stoffa. Avvocate a Kabul.
  • Mercoledì 24 novembre ore 09:30, Sala Walter Iozelli, biblioteca comunale G. Giusti a Monsummano: IL FEMMINISMO OGGI – La lotta contro la violenza di genere: differenze storiche e culturali.
  • Giovedì 25 novembre ore 18:00, Sala Consiliare Comune di Montecatini Terme: STORIE DI LIBERTÀ.
  • Venerdì 26 novembre ore 18:00, Sala “il Progresso” a Larciano: Dalle suffragette a oggi: cosa è cambiato?

Saluto Giovanna Sottosanti e la ringrazio per la sua disponibilità. La violenza sulle donne è una realtà gravissima e l’unico mezzo che abbiamo per eliminarla è agire livello culturale. Associazioni come 365GiorniAlFemminile lavorano instancabilmente per sensibilizzare e aiutare le donne che si trovano in difficoltà. Hanno bisogno anche del nostro contributo però, quindi vi invito a partecipare agli eventi di autofinanziamento, a donare e diventare socie. Un piccolo contributo che a noi non costa molto ma che per loro può fare la differenza.

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Serena Pisaneschi

Foto in alto: il logo dell’associazione

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