Tanti auguri di buon compleanno a Mafalda che compie 57 anni

Mafalda
La bambina che vuole cambiare il mondo: ribelle che pretende fatti e non parole, se avesse voluto usarle si sarebbe comprata un dizionario.

Il 29 settembre del 1964 nasceva Mafalda, la bambina dei fumetti creata dall’argentino Joaquín Lavado, in arte Quino. Ispirata alla bambina del romanzo Dar la cara di David Vines era stata in principio disegnata per una campagna pubblicitaria di un’azienda di elettrodomestici. La campagna poi non fu realizzata, ma l’anno successivo la piccola eroina diventò una striscia satirica su diverse pubblicazioni. La prima apparizione sulla stampa è del 29 settembre 1964, data che viene identificata con la sua nascita.

Il primo libro delle strisce di Mafalda uscì in occasione del Natale del 1966: in due giorni tutte le cinquemila copie della prima stampa andarono esaurite. In Italia Mafalda arriverà nel 1968, ma è solo l’anno successivo che uscirà il primo libro Mafalda la contestataria, con prefazione di Umberto Eco. È stata anche protagonista di due serie di cortometraggi d’animazione e di un lungometraggio ed è oggetto di un immenso merchandising.

Bambina ribelle di circa sei anni, con un gran cesto di capelli scuri tenuti da un fioccone rosso, Mafalda era (ma forse  possiamo dire è ancora) un’attenta osservatrice dei problemi di questo strano mondo. Nata e cresciuta in una famiglia come tante (padre assicuratore, madre casalinga e pure un fratellino) aveva la capacità di mettere in crisi i propri genitori con domande tanto semplici quanto imbarazzanti su questioni di grandissima portata tipo la fame e la pace nel mondo, la guerra del Vietnam, il razzismo e cosette del genere. Le fanno da contorno un gruppetto variegato di amichetti, fra i quali Felipe è il migliore, tratteggiati con arguzia dal celebre Quino.

Quino ci ha lasciati il 30 settembre dello scorso anno, proprio il giorno dopo il compleanno della sua creatura, che ha continuato a disegnare fino al 1973. La sua era una vera e propria arte. Lo dimostra il fatto che questa piccolina continua a essere tremendamente attuale e a strapparci sorrisi che hanno il sottofondo di sagge verità. Se vi capitasse di intravederla in giro non vi meravigliate: a lei sono state dedicate tre statue, la più nota si trova a Buenos Aires. Se per caso siete da quelle parti portatele i nostri saluti.

Paola Giannò

In alto: statua di Mafalda in San Telmo, Buenos Aires – Foto di Beatrice Murch su Flick

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