Sally di Vasco Rossi, testa alta, spalle larghe e passo sicuro

Una canzone che fa da specchio per ogni donna: «Sally è una donna che non ha più voglia di fare la guerra.»

Nel 1996 Vasco Rossi, a bordo di una barca al largo delle coste di Saint-Tropez, scrive una delle canzoni più iconiche della storia della musica, dando vita a un’eroina nella quale ogni donna si è ritrovata almeno un po’. Sally abita i versi della canzone con disinvoltura e passo deciso, quel passo di chi ormai ha le spalle larghe alla vita e ha deciso che non abbasserà più la testa. Cammina sicura senza nemmeno guardare per terra, conscia di dove mette i piedi, non arresa né battagliera, semplicemente in pace con se stessa. Figlia delle proprie esperienze, ha patito troppo, ha già visto che cosa le può crollare addosso ed è già stata punita, quindi cos’altro le può accadere? Scolara della vita, ha imparato dagli errori e si è costruita un tesoro dal quale attingere per tenere su quel mento e guardare in faccia il domani. Ha capito che la vita è un brivido che vola via e che deve mantenersi in equilibrio sopra la follia, se vuole vivere davvero. Quella follia che fa sbagliare, che fa soffrire, che fa pulsare il sangue nelle vene.

Sally ha capito che l’errore è indivisibile dalla consapevolezza, che si deve lottare con se stesse e uscire dallo scontro vincitrici, dopo aver annientato i sensi di colpa che spesso zavorrano a terra. Ma lei cammina leggera ora, senza pesi. Vive ogni momento come se fosse l’ultimo perché sa che la vita è una sola e va vissuta appieno, nel bene e nel male, e che la prima nemica della felicità è la paura. Non pensa più a cosa può essere giusto o sbagliato, ma pensa che solo lei ha il potere di decidere il cammino che sta percorrendo. E allora non fa più la guerra ma procede fiera e indomita, incurante del giudizio degli altri, altera nella sua libertà. Sally è una canzone che fa da specchio per ogni donna, uno specchio che ha il potere di rimandare indietro un’immagine migliorata, più combattiva, cazzutissima. È una canzone che sa risvegliare i secoli di fatiche e sopportazione, la forza primordiale che ogni donna ha nel DNA, e dona il vigore giusto per incedere a testa alta incontro al mondo, piuttosto agevolmente anche sui tacchi alti e all’indietro, se serve, e soprattutto sotto la pioggia. Anche perché, dopotutto, senti che bel rumore.

Serena Pisaneschi

Foto in alto: Artem Labunsky su Unsplash

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