La protagonista di oggi è una delle voci più solide e riconoscibili della poesia italiana contemporanea dalla forte componente etica.
Daniela Attanasio, nata a Roma nel 1947, ha alle spalle un’ampia produzione che le ha portato numerosi riconoscimenti. Ha sempre mostrato una particolare attenzione per la poesia femminile internazionale. Nel 1989, infatti, ha tradotto la sezione Love Poems di Anne Sexton per il volume La doppia immagine pubblicata dall’editore Sciascia.
Negli anni ha collaborato con Il Manifesto, Nuovi Argomenti, Leggere, e per otre un decennio ha curato la rassegna Teramopoesia.
Legata da profonda amicizia ad Amelia Rosselli, nel 1998 ha curato il numero monografico della rivista Galleria dedicato alla poeta, scomparsa nel 1996. La newsletter di Doppiozero ha pubblicato un suo ricordo: « L’ultima immagine di lei, nel maggio del novantacinque a Roma, dove – invitata da Dacia Maraini nella Casa Moravia da lei diretta – ero andata a presentare la mia prima narrazione in prosa. […] Sapevo che Amelia stava male, che aveva difficoltà a camminare, e non l’aspettavo; ma si era fatta accompagnare ed era lì, tra il pubblico. Mi invitò a mangiare insieme a lei, il giorno dopo a casa sua, in Via del Corallo; un vicolo piuttosto stretto, il cui nome la prima volta collegai ovviamente ad amuleti e fondali marini; che a lei invece richiamava i bassorilievi dei cori lignei delle chiese, ma talvolta anche la criniera di un cavallo, aggiunse ilare davanti alla mia aria sorpresa.
Forse erano le rifrazioni consonantiche del termine corallo ad accendere quella strana associazione di immagini, mi dissi; come nella poesia anche nella vita per Amelia il senso e l’intelligenza di ogni parola traboccavano dalla pura formulazione sillabica e dalla sua abituale funzione d’uso. Mi faceva molto piacere quell’invito; un’abitudine – da lei o in trattoria – quando ci incontravamo a Roma, ma le dissi che non c’era bisogno: stava visibilmente male.
Insistette.
A domani, fu il saluto…»
La poesia che presentiamo oggi è tratta dalla sua ultima raccolta , Il tempo non nasce e non muore, pubblicata da Valsecchi nel giugno di quest’anno. L’ascolto è accompagnato dal video curato da Debora Menichetti.
Serena Betti
Foto in alto: Daniela Attanasio – larosainpiu
Musica: Leberch (fonte Pixabay)
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Se la vita arriva da un buco nero la cui materia è il vuoto
se la misura del tempo è l’infinito se notte e giorno non hanno
fine nel loro perenne avanzare e nel tempo si ripetono in una
stanca continuità
se il noi che non ritrovi è solo un’orma delebile sul marciapiede
e la tua mano non può più scivolare nel palmo di un’altra mano
ricorda che dalla vita hai sempre ritagliato pezzi di libertà
fette di gioia e d’amore da vivere o masticare
Tratta da Atelier Poesia

