L’essenziale è davvero invisibile agli occhi come diceva il Piccolo Principe?

Il piccolo principe
L’unico libro di Antoine De Saint-Exupery ha da sempre diviso i lettori tra critici ed entusiasti. Ma c’è qualcosa di nuovo.

Alcuni anni fa Romana Petri ha pubblicato un libro su un libro, e non su uno qualsiasi: uno dei più famosi del ventesimo secolo. L’autrice ha raccontato la vita di Antoine De Saint-Exupery evidenziando i numerosi collegamenti fra la vita reale dell’autore e il narrato. Rubare la notte è stato candidato al Premio Strega 2023 e ne abbiamo già parlato all’epoca sul nostro blog.

L’autore francese è stato sempre molto amato o molto odiato, senza mezze misure, per i personaggi e i numerosi aforismi che popolano il suo romanzo Il piccolo principe. “L’essenziale è invisibile agli occhi” è probabilmente il più famoso. Generazioni di giovani e meno giovani hanno preso spunto anche dalle sue parole per costruire una personale visione della vita. 

Se possiamo essere d’accordo con lui quando afferma che è il tempo che si dedica alla propria rosa che la rende così importante, forse bisognerebbe approfondire che cosa significa davvero. In questa metafora la rosa è una persona cara ma la dedizione per Antoine De Saint-Exupery era qualcosa di molto labile. Per lo meno la sua.

L’autore di uno dei “comfort book” per eccellenza non era una persona saggia e riflessiva, era un uomo egoista e disturbato. Legato alla madre in modo morboso ha vissuto occupandosi solo di se stesso. 

Recentemente mi sono chiesta se la vita privata dell’autore possa davvero influire sul valore della sua opera. Poco prima dell’assegnazione del Premio Strega 2026 è nata una questione su alcune affermazioni molto poco lusinghiere che Michele Mari, allora candidato, avrebbe fatto su Michela Murgia. In quel caso, nonostante l’indignazione di molti, la Fondazione non lo ha estromesso dalla cinquina finalista e la giuria lo ha anzi premiato con il primo posto. La motivazione ufficiale è stata che la Fondazione aveva candidato al premio il suo libro e non l’autore o la sua vita privata.

Al di là del pensiero personale è una motivazione che ha senso. Questa scissione non vale però nel caso di Antoine De Saint-Exupery in quanto il libro in questione è, di fatto, la sua vita privata. Ho tentato di rileggerlo per l’ennesima volta ma qualcosa si è guastato. Dopo aver letto Rubare la notte non posso più immaginare Il piccolo principe come un bambino curioso e intelligente e la volpe come un’amica fedele. Tutto diventa sterile esaltazione di sé.

Forse per vedere l’essenziale basta guardare davvero chi ci è vicino anziché pretendere che tutto ruoti intorno al proprio ego.

Erna Corsi

Foto in alto: Adattamento per il cinema del 2015, diretto da Mark Osborne. Da: npcmagazine.it

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