L’orrore vissuto a Palermo: «eravamo ti giuro cento cani sopra una gatta»

stupro - orrore a Palermo
Uno stupro di gruppo ai danni di una ragazza ubriaca aggravato, se possibile, dall’arroganza spavalda dei colpevoli.

«Questa si chiama… su Instagram, ti giuro vero, questa è una p… ce la siamo fatta tutti, i ragazzi della via Montalbo eravamo tanti, una sassolata, io, Gabriele T., il fratello di Giosuè, c’era Cristian un ragazzo delle case popolari e R… Eravamo un casino.»

«Lei era tutta ubriaca, l’amica sua l’ha lasciata sola, voleva farsi a tutti. Alla fine gli abbiamo fatto passare il capriccio. […] non voleva, faceva “no, basta!” ma quello che la stuppiò di più “amunì ca ti piaci” e “arripigghiati che mi si sta ammosciando”.»

«I pugni che le davano e pure gli schiaffi…»

«… se ci penso un po’ mi viene lo schifo perché eravamo ti giuro 100 cani sopra una gatta, una cosa di questa l’avevo vista solo nei video porno, eravamo troppi, sinceramente mi sono schifiato un po’, ma che dovevo fare? La carne è carne, gliel’ho abbagnato pure io il discorso…»

«Dopo si è sentita pure male si toccava là sotto piegata a terra… “Chiamate un’ambulanza”, […] l’abbiamo lasciata lì e siamo andati via…»

«Questa non è che se ne spunta che l’avete stuprata? […]»

Queste frasi sono una parte delle intercettazioni che sono trapelate in merito alle indagini sullo stupro di gruppo avvenuto lo scorso 7 luglio a Palermo. Personalmente sono in difficoltà a leggerle ancor prima che a commentarle. Per primo arriva l’orrore, come donna, di provare sulla mia pelle quanto descritto, l’empatia con la vittima, la solidarietà che vorrei esprimerle, l’abbraccio consolatorio (anche se immensamente sproporzionato rispetto a quanto ha vissuto) che spero qualcuno possa darle. Poi, come uno schiaffo, arriva la consapevolezza che quella ragazza è una figlia, sorella, nipote, cugina, amica di qualcuno che ne sarà devastato quanto lei.

Infine, solo infine, penso a loro, le bestie. E l’orrore cresce. La totale mancanza di consapevolezza è agghiacciante. La spavalderia con cui si vantano delle atrocità commesse, la totale certezza della loro impunità, ma soprattutto l’assoluta mancanza del minimo rimorso. Di più ancora, l’assenza della percezione di aver fatto qualcosa di sbagliato. Il dubbio sorge solo quando qualcuno dei loro amici che ha ricevuto il video si chiede se (se!) forse la ragazza può pensare di aver subito un torto, di essere stata stuprata.

Io temo che questa nuova generazione abbia, e avrà, dei grandissimi problemi relazionali. Il lockdown ha solo aumentato il carico, ma le basi le ha gettate una generazione di genitori allo stesso tempo assenti ed eccessivamente protettivi. Non punto il dito, la mia è anche autocritica che spero possa essere costruttiva.

Ora vi chiedo di fare uno sforzo doloroso. Immaginate al posto di quella ragazza vostra figlia, sorella, nipote, amica, cugina. Poi immaginate vostro figlio, fratello, nipote, amico, cugino al posto di uno degli stupratori. Io l’ho fatto, e non ne sono uscita serena.

Gli aggressori coinvolti nello stupro sono sei ragazzi fra i diciotto e i ventidue anni a cui va aggiunto un minorenne, che probabilmente verrà giudicato come tale. L’unica cosa che mi sento di augurare loro è di scontrarsi presto con la realtà per poter aprire gli occhi, prima in carcere e poi nella vita reale perché, alla fine, i conti tornano sempre.

Erna Corsi

Foto in alto: Foto di StockSnap, elaborazione di Erna Corsi

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1 commento su “L’orrore vissuto a Palermo: «eravamo ti giuro cento cani sopra una gatta»”

  1. Giovanna Righetti

    Questi dolorosi fatti mettono a nudo una realtà che non lascia spazio ad autocommiserazioni. La verità è che il rapporto tra genitori e figli è sempre più basato sull’iperprotezione e i danni di questo atteggiamento, a lungo andare, sono gravi e talvolta irreparabili. E’ pur vero che, per la professione di genitore non esiste scuola e che l’impianto di questa società certamente non aiuta ma penso che dovremo fare lo sforzo di portare alcuni correttivi al nostro comportamento aiutandoci con l’informazione e la formazione. E’ disponibile un’ampia letteratura sull’argomento redatta da autorevoli specialisti.

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