Top ten estate 2023 a cura di Agostino Mondin, una questione di relazioni

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Per questo scorcio di estate/inizio autunno ecco dieci suggerimenti che riguardano escursioni, luoghi da visitare e letture. Enjoy!

Iniziamo dal viaggio.

  1. Feltre è una splendida cittadina posta a circa trenta chilometri da Belluno. Si tratta di una città affrescata, ricca di storia e di bellezza. Sicuramente da non mancare una visita alla Galleria d’Arte Moderna Carlo Rizzarda, in via Paradiso 8 dove si può ammirare una mostra permanente sul ferro battuto, sculture, dipinti, oggetti d’arte, una splendida collezione di oltre 800 vetri veneziani e infine opere di Egon Schiele, Carlo Scarpa, Felice Casorati Pablo Picasso e moltissimi altri artisti ancora. Poco distante si trova il Museo Diocesano d’Arte Sacra dove si possono ammirare opere di Jacopo Tintoretto e Sebastiano Ricci. Nelle varie sale potrete trovare sculture, opere di oreficeria, tessitura e pittura.
  2. Imperdibile e suggestivo il giro delle mura e da non perdere, a tre chilometri dalla cittadina, l’eremo di San Vittore e Corona al cui interno c’è un ciclo di affreschi quattro/cinquecenteschi tra i quali brilla una splendida Ultima Cena a base di pesce. Feltre è sede del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi. Per quanto riguarda il mangiare vi consiglierei la classica e storica Birreria Pedavena, a pochissimi chilometri di distanza, oppure l’Osteria Crash, angolino delizioso dove ben si combinano prezzi e qualità del cibo.
  3. Visto che siamo a Feltre vi consiglio un’escursione all’interno del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi. Da Feltre bisogna prendere la direzione di Pedavena e salire fino ai 1.011 metri di Passo Croce d’Aune. Lasciata l’auto si percorre un lungo ma facile sentiero che in 3 ore abbondanti conduce ai 1980 metri del Rifugio Dal Piaz e alla Busa delle Vette. Inutile ribadire l’ampiezza e la bellezza dei panorami che si possono godere da lassù.
  4. Rimaniamo in zona per andare a visitare la Val Cimoliana. Da Feltre si prosegue in direzione di Belluno, poi Longarone dove si gira salendo verso la diga del Vajont. In questo periodo sono possibili frequenti visite guidate nel cuore della diga. Oltrepassata la diga si arriva a Erto, sede del museo dedicato all’immensa tragedia del Vajont. A Erto non è difficile incontrare il famoso scrittore e artista Mauro Corona. Ancora pochi chilometri e si arriva a Cimolais, paesino da cui si diparte la Val Cimoliana. L’ingresso in auto è numerato e a pagamento. Con l’auto si può parcheggiare nelle immediate vicinanze del Rifugio Pordenone da cui partono numerosissimi sentieri, tutti con dislivelli importanti. In 45 minuti potete recarvi a un belvedere da cui ammirare il bellissimo campanile di Val Montanaia, altrimenti raggiungibile dopo una salita, sicuramente non facile, dopo circa 800 metri di dislivello. Per chi volesse “penare” un po’ meno propongo la salita al bivacco gestito, Casera Val Binon. Si tratta di camminare un 3 orette e di salire 600 metri di dislivello. Lì, in un ambiente molto suggestivo potrete trovare Dennis, il gestore, e i suoi due splendidi cani. Da apprezzare l’accoglienza, la possibilità di mangiare e dormire in modo molto spartano. Dimenticavo: non c’è energia elettrica e il cellulare non prende. Meraviglia.
  5. Uno dei percorsi più gradevoli del veronese, è quello che da Giazza, in alta Val d’Illasi, porta verso il Rifugio Monte Torla. Sono circa 700 metri di dislivello, tra i faggi della bellissima Foresta di Giazza, fino al rifugio, poi gli alti pascoli di Malga Lobbia, Contrada Pagani, Campofontana e discesa lungo strada asfaltata che passa nelle vicinanze dell’osservatorio astronomico, in località Naiss, per proseguire verso Corno Barila e contrada Gauli. Sentiero che da escursionistico diventa turistico. La durata è di circa 4 ore, 4 ore e mezzo, soste escluse. Ci si può fermare a mangiare al Rifugio Monte Torla oppure nella rinomata Osteria Ljetzan, nella piazza del paesino di Giazza. Se non avete altri giorni, se non quelli estivi, cercate di andare a Giazza e compier questa escursione durante la settimana. Evitate l’ingolfamento, a volte irritante dei turisti del fine settimana.
  6. Ci spostiamo in zona Lago di Garda e Monte Baldo. Vi propongo in percorso classificato come EE, Escursionisti Esperti, in quanto pretende allenamento, assenza di vertigini e passo sicuro. Nulla di eclatante ma affrontartelo con scarpe e abbigliamento adeguati, acqua e cibo al seguito. Si inizia dalla seconda tappa della funivia di Malcesine in località S. Michele. Con la funivia si arriva ai 1700 metri della Colma di Malcesine. Usciti dalla stazione finale della funivia avrete l’impressione di trovarvi in Germania. Solo scritte in tedesco che raccontano molto della colonizzazione germanica unita alla sudditanza delle italiche stirpi nei confronti del dio denaro straniero. Non fateci caso e girate a destra per affrontare una splendida escursione che vi porterà in un magico saliscendi, ad affrontare quasi tutte le cime della lunga catena del Monte Baldo, fino a Cima Valdritta. Da qui si scende nel bellissimo anfiteatro morenico a cui segue, immediatamente l’ultima asperità del percorso. Da lì in avanti sarà solo discesa fino al punto di partenza della stazione di S. Michele. Lungo questa splendida escursione potrete gustare gli splendidi panorami della Valdadige, delle montagne del Trentino, quelle bresciane oltre allo spettacolo esaltante del Lago di Garda. Numerosi e facili gli incontri con i camosci, anche in branchi numerosi.
  7. Per quanto riguarda le letture vorrei consigliarvi, innanzitutto due riletture. Inizierei da Annibale, opera di Paolo Rumiz del 2012 per i tipi della Feltrinelli. Storia, arte, geografia, viaggio e avventura mescolati insieme, inseguendo la figura di Annibale tra leggenda e realtà. Imperdibile.
  8. La seconda rilettura che vi propongo è La valle dell’orco, romanzo giallo di Umberto Matino, edito da Edizioni Biblioteca dell’Immagine nel 2007. Siamo nelle Prealpi Venete tra il vicentino e il veronese, area cimbra per eccellenza. La vita idilliaca in un paesino di quelle montagne, la morte sospetta di una persona, i segreti, le leggende, le fade e le anguane in un racconto dal ritmo molto serrato che porta a confrontarci con un mondo che pensavamo molto lontano, un lontano ancora molto vicino.
  9. La donna dei fiori di carta è un libro di Donato Carrisi, edito da Longanesi nel 2012 e nuova edizione di Tea nel 2023. Autore famoso, storia che ti trattiene nella lettura costringendoti a limitare le ore di sonno per cercare di arrivare a scoprire, il prima possibile, come andrà a finire.
  10. Altro consiglio di lettura riguarda Burka Queen scritto e autoprodotto da Barbara Schiavulli. Tre storie di donne afghane raccontate dalla Schiavulli dopo l’indecorosa fuga degli occidentali, Italia inclusa, dall’Afghanistan. Sicuramente da leggere.

Nella mia toppe tenne i consigli riguardano la relazione, la convivenza con persone e luoghi altri da voi. Smettete i panni dei cittadini o delle cittadine, ansios, sclerat, in perenne movimento, col tempo che incalza, preme, opprime e non vi fa godere appieno la situazione che state vivendo e il luogo in cui vi trovate. Dimenticatevi il Qui, Ora e Subito. Siete e siamo in vacanza, respirate a fondo, lasciata a casa l’orologio e dedicatevi al piacere di vivere. Vi troverete molto meglio.

Agostino Mondin

In alto: Giazza, foto di Cinzia Inguanta

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