Il monologo di Chiara Francini a Sanremo separa madri da non madri. O no?

Chiara Francini, Sanremo 2023
Diventare o meno un genitore dovrebbe essere una scelta personale, non condizionata da vincoli sociali e da difficoltà economiche.

Al Festival di Sanremo 2023, alla quarta serata, l’attrice e scrittrice Chiara Francini ha portato un monologo dirompente. Un testo carico di enfasi, di emozione e di tanta, tanta verità. Ho letto opinioni secondo le quali è un monologo dedicato alle madri, per altri è rivolto alle donne che non lo sono mai state. Quello che ha colpito me, quello che ha fatto breccia nella mia memoria più lontana e che ha fatto male come uno schiaffo, è qualcosa di diverso. Non si tratta di essere madri o meno, ma di come siamo costrette a vivere l’una o l’altra condizione. 

«Quando qualcuno ti dice che è incinta e tu non lo sei mai stata non sai mai che faccia fare. Quando qualcuna ti dice che è incinta e tu non lo sei mai stata c’è come qualcosa che ti esplode dentro. Un buco che ti si apre, in mezzo agli organi vitali, una specie di paura, stordimento, e, mentre accade tutto questo, tu devi festeggiare, perché la gente incinta è violenta e vuole solo essere festeggiata. E non c’è spazio per il tuo dolore, per la tua solitudine. Tu devi festeggiare. Come l’albero di Natale che tengo acceso tutto l’anno in salotto, un albero di Natale assolutamente insensato che continua ad accendere le sue lucine, anche a luglio, fuori tempo massimo. Una festa continua senza nessuna natività. E io ho festeggiato.»

Se la società percepisce l’essere madre come un obbligo per ogni donna, il non esserlo viene vissuto come un fallimento personale, profondo e doloroso, sia che questo avvenga per una difficoltà fisica, sia che venga dettato da una scelta consapevole. 

«La parte più difficile di fare un figlio è immaginarlo. Immaginarsi come sarà. E se non mi sta simpatico? E se poi non condivido niente di quello che fa nella sua vita? E se viene troppo diverso da me? Nel mio caso certo che verrà diverso da me! Ma come faccio con te, bambino? Ancora non ti conosco, ancora non so nemmeno se nasci, se ci riesco a farti nascere, che già non ci capiamo. Se sarai maschio io so e, quasi spero, che sarai gay e t’amerò così tanto. Però forse preferirei non lo fossi, perché sarà più difficile e io vorrei che per te fosse facile.»

Essere madre, essere genitore, è già di per sé molto, molto difficile. Le pressioni esterne non fanno che aumentare la pressione, rendendolo impossibile. Una società civile dovrebbe supportare le famiglie, lasciando al singolo individuo la possibilità di scelta, sempre. 

Erna Corsi

Foto in alto: Chiara Francini durante il suo monologo a Sanremo 2023 – superguidatv.it

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