Ddl Zan: perché perdendo una votazione abbiamo perso l’umanità

ddl zan
Scene da stadio imbarazzanti in un luogo che dovrebbe essere la culla della democrazia e invece si è rivelato la curva sud dell’ignoranza.

Da mercoledì 27 ottobre 2021, riguardo la bocciatura del Ddl Zan, girano in rete scene da stadio, peggio di quando la nazionale di calcio ha vinto gli Europei. Senatori con le braccia alzate e frementi, gioia incontenibile, grida come dopo l’ultimo rigore parato da Donnarumma. Ma, se a luglio quello è stato davvero un momento di orgoglio patriottico, in Senato si è verificata la morte della democrazia. Lo so, mi direte: ma c’è stata una votazione legittima, la democrazia è questo. Sì, sarebbe questo se non si comprassero i voti, o se la legge che è stata ghigliottinata non prevedesse un legittimo e giusto ampliamento del Codice Penale.

Il Ddl Zan chiedeva di ampliare due articoli, la cosiddetta Legge Mancino, per poter perseguire penalmente le discriminazioni per sesso, genere, orientamento sessuale, identità di genere e disabilità (quelle per razza, religione ed etnia ci sono già, mi verrebbe da dire alleluia). Noi de L’Altro Femminile ci occupiamo di donne e anche le donne sono state vittime in questo fallimento voluto a tavolino. Già dalla notte dei tempi le donne vengono discriminate, sminuite, picchiate e uccise, e quasi mai nessuno si è mosso in loro difesa. Si viaggia a una media di sei femminicidi al mese (dati del 2020), senza parlare di abusi e soprusi, un fenomeno assurdo, disumano.

E allora perché non lo fermiamo? Perché non ci sono leggi che impediscano agli usurpatori di percuotere e uccidere? Non esiste la certezza della pena, quindi non esiste la paura di venire puniti. Questa variazione agli articoli avrebbe finalmente introdotto pene severe per chi abusa, ma perché assicurarci che il male finisca quando si può lasciare che l’uomo etero misogino approfitti del potere che detiene (illegittimamente) da migliaia di anni? Perché è così difficile lasciare che chi è diverso da te sia libero di essere se stesso? Libero di essere libero? Paura, non ho altra spiegazione.

Chi ha votato contro il Ddl Zan è solo un vile che si trincera dietro la politica, politica che, quando si tratta di parità di diritti umani, non ci ha mai capito niente. Le donne, che stanno con lentezza e determinazione provando a risollevare la testa – di lunedì 26 ottobre l’approvazione della legge sulla Parità salariale licenziata all’unanimità sia alla Camera sia al Senato – subiscono un altro duro colpo, e con loro tutte le minoranze. Seppure nel mondo siano la maggioranza, le donne non hanno abbastanza voce, è vero, ma non pensiate che smetteranno di parlare.

Parleranno, scriveranno, grideranno se necessario, e si uniranno sempre a chi, come loro, subisce il sopruso di chi si è eletto a migliore. E se qualcuno ha ancora il dubbio che il termine femminicidio sia esagerato, vada a studiare in po’ di storia e imparerà che non esisteva nemmeno il termine genocidio prima che uccidessero sei milioni di ebrei.

Sappiamo bene che ogni successo è preceduto da numerose sconfitte. Pensate a quanto lungo e difficile è stato il cammino per l’abolizione della pena di morte, al delitto d’onore, all’adulterio che è stato reato fino al 1968, al riconoscimento delle unioni civili avvenuto solo nel 2016. Non ci arrenderemo e continueremo a lottare per il riconoscimento dei diritti di tutti e tutte.

Serena Pisaneschi

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