Christine de Pizan, femminista nel Medioevo

Christine de Pizan
Prima donna europea a vivere di scrittura, impegnò il suo tempo e la sua penna per ribaltare la visione maschile della donna del suo tempo.

Christine de Pizan vive in un’epoca in cui alle donne veniva richiesto soprattutto di generare figli (possibilmente maschi) e di tenere la bocca chiusa, obbedendo prima al padre poi al marito. Siamo nel Medioevo, un’epoca considerata fra le più buie di tutta la storia ma che, se abbiamo la voglia di addentrarci in quei secoli, scopriamo ricca di luce, di innovazioni e soprattutto di figure femminili che reggono il confronto con le moderne eroine che tanto si sono prodigate per i diritti delle donne.

Una di queste è Christine de Pizan (1365 circa – 1430 circa). Nata a Venezia ma vissuta alla corte di re Carlo V di Francia, ebbe dalla vita il dono di un padre che le concesse la stessa istruzione riservata ai suoi fratelli e la possibilità di attingere a una delle maggiori biblioteche del tempo, la Biblioteca Reale del Louvre (oggi Biblioteca Nazionale di Francia). Ebbe anche un matrimonio felice, ma la storia delle sue “fortune” finisce qui. Nel 1380 Carlo V muore; il padre di Christine perde il favore (e le rendite) di cui godeva a corte e muore poco dopo, seguito a breve distanza dal marito di Christine.

Rimasta sola con tre figli e una madre anziana, l’unica prospettiva per lei sembra quella di un nuovo matrimonio, ma Christine non ci sta. Del marito era stata innamorata (gli dedicherà alcune liriche, della quali la più nota è Sono sola) e non ha nessuna intenzione di sostituirlo, inoltre è ben consapevole delle sue possibilità e delle sue risorse, perciò si rimbocca le maniche e decide di provvedere lei stessa al mantenimento della sua famiglia: «Dovetti diventare un uomo.»

In poco tempo la troviamo supervisore di uno scriptorium, dove venivano copiati, rilegati e illustrati i testi, ma Christine de Pizan non si ferma qui: ama scrivere, e ben presto si conquista un posto di tutto rispetto nella scena culturale dei suoi anni, riuscendo a sostenersi con la sola scrittura e diventando la prima donna scrittrice di professione riconosciuta in un’Europa in cui la quasi totalità delle donne non sapeva né leggere né scrivere.

Ma cosa scrive, Christine de Pizan? Non solo liriche d’amore e di nostalgia dedicate al marito perduto: quello che fa di lei un’antesignana della lotta per i diritti delle donne sono altri suoi scritti, in cui cerca di risvegliare la coscienza femminile e di rendere le donne consapevoli di sé. Le donne non sono “esseri inferiori a prescindere”, come vorrebbe far credere loro la società maschile. Christine è fermamente convinta, nei secoli (bui) del Medioevo, che «Se si usasse mandare le bambine a scuola e insegnare loro le scienze con metodologia come si fa con i bambini, imparerebbero e capirebbero le difficoltà e le sottigliezze di tutte le arti e le scienze così bene come i maschi.» Ed è questo che si prodiga per far comprendere alle sue contemporanee: noi possiamo ambire alla cultura, possiamo rifiutare un’offerta di matrimonio e decidere quale corteggiatore accettare e quale no, possiamo trovare il modo per sostenerci da sole.

Christine de Pizan si impegna in ogni lotta sociale e culturale del suo tempo, soprattutto se si tratta di mettere in risalto la condizione femminile e di tentare di risollevarla. Nota è la sua partecipazione alla Querelle de la Rose, dibattito intorno ad alcuni passaggi del Roman de la Rose nei quali la donna viene descritta come utile solo per compiacere l’uomo e appagarne gli istinti maschili. Christine solleva il dibattito a corte sostenendo che l’inferiorità femminile ha origini culturali e deriva dal tenere le donne chiuse nelle case dei padri e dei mariti privandole di ogni tipo di istruzione.

Molte le sue opere, anche di argomento politico: è autrice dell’unico testo su Giovanna d’Arco scritto mentre d’Arco è ancora in vita.  Il suo scritto più noto è senza dubbio Le livre de la Cité des Dames nel quale l’autrice espone i problemi comuni alle donne del suo tempo: l’accesso all’istruzione, la violenza nel matrimonio, la nascita di un figlio, e porta ad esempio donne dell’antichità che hanno contribuito alla civilizzazione per ribadire l’uguaglianza intellettuale fra l’uomo e la donna. Se avrete voglia di leggerlo, potrete trovarlo presso Carocci editore con il titolo La città delle dame.

Questa è Christine de Pizan, prima scrittrice di professione che scrisse autonomamente e per committenti, che visse del suo lavoro diventando famosa e richiesta in tutta Europa; la prima donna a scrivere in difesa delle donne. Nei secoli (bui) del Medioevo.

Paola Gradi

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